Erano privi di autorizzazione:
sigilli ai depositi della ditta Pescatore

Venerdì 29 Agosto 2014
La Procura dispone il sequestro dei depositi giudiziari della ditta «Pescatore Servizi alle Imprese s.r.l.». Ad apporre i sigilli a quattro depositi, tra cui c'è anche quello in cui sono conservati i rottami del bus caduto dal viadotto di Monteforte, sono stati gli uomini della squadra mobile della Questura di Avellino, che hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza dalla Procura, nell’ambito di un procedimento penale in cui s’ipotizza il reato di falsità ideologica.

«Nel corso delle indagini –si legge nel comunicato diramato dalla Procura - è emerso che la ditta svolge l’attività di deposito in siti per i quali non risulta rilasciato alcun tipo di autorizzazione e che non sono rispettate le normative sugli infortuni e la sicurezza sul lavoro». Non solo. Gli investigatori avrebbero accertato ulteriori irregolarità. «In particolare, l’attività svolta dalla squadra Mobile ha consentito di accertare l’illecita modalità di gestione dei siti, caratterizzata dall’ampliamento illegale delle aree destinate a deposito senza alcun tipo di autorizzazione, con lo scopo evidente di aumentare la capienza dei posti disponibili, o dall’utilizzo di spazi per i quali non vi era alcun decreto prefettizio di autorizzazione».

I quattro depositi sottoposti a sequestro si trovano a Mercogliano, via Loreto Vecchio e in via Santangelo, a Avella, in via Calcara di Visciano e a Monteforte Irpino, in via Valle Pesci. Dei quattro siti, solo il primo è inserito nelle liste delle depositarie regolarmente abilitate, ma per numero di veicoli di gran lunga inferiore a quelli realmente presenti. Gli altri invece - hanno accertato gli investigatori - sono del tutto privi di titoli autorizzativi.

Non si è fatta attendere la risposta de «La Pescatore Servizi alle Imprese srl»: «In relazione al sequestro preventivo emesso, nell’evidenziare che il decreto di sequestro non è stato ancora convalidato dal Gip, essendo una misura provvisoria e non definitiva, rappresenta che lo stesso è frutto di errori di fatto e diritto e si sta attivando nelle sedi competenti per la revoca dello stesso, atteso di essere in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento della propria attività di custodia giudiziaria. Evidenzia che le stesse contestazioni oggi ipotizzate dalla Procura di Avellino vennero avanzate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, ove gli imputati vennero assolti con formula piena, atteso la insussistenza del fatto».

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