CORONAVIRUS

La Finanza di Ascoli sequestra 50mila mascherine irregolari prese in Cina e Brasile

Giovedì 13 Agosto 2020
ASCOLI - Sono stati diversi i controlli intrapresi dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno  sui dispositivi di protezione antiCovid. L’attenzione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, che, sulla scorta delle analisi di circostanza, ha individuato due stock di importazioni di mascherine, effettuati da altrettanti imprenditori, risultate non aver ottenuto la validazione di competenza dell’Inail a causa della non rispondenza alle norme vigenti in materia di sicurezza. Nel primo caso, le contestazioni delle Fiamme Gialle del Gruppo di Ascoli Piceno sono state rivolte verso un esercizio di commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici della città, il cui rappresentante legale è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica in relazione all’importazione e immissione in commercio di 40.000 dispositivi di protezione, acquistati presso due ditte, l’una di Shanghai (Cina) e, l’altra, di Londrina (Brasile) a circa 90.000 euro. Analoga contestazione è stata poi effettuata nei confronti di un’ulteriore impresa di Spinetoli (AP), esercente l’attività di “Confezione in serie di abbigliamento esterno”, importatrice di 9.500 mascherine per bambini, acquistate da una ditta di Shanghai (Cina) per un importo di circa 12.000 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA