Addetti in sciopero, il centro
di Avellino pieno d'immondizia

Martedì 9 Novembre 2021 di Alessandro Calabrese
Addetti in sciopero, il centro di Avellino pieno d'immondizia

Spazzatura in strada e bidoni jolly pieni sino all'orlo. Nel giorno in cui il comparto Igiene ambientale entra in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale, ad Avellino non si assiste di certo ad un bello spettacolo. Gli avvisi, qualcuno tardivo, altri disattesi, fatti circolare per bloccare i conferimenti della differenziata previsti ieri mattina, secondo il calendario dei singoli comuni, non hanno centrato completamente l'obiettivo. E in molti casi sono stati del tutto ignorati dagli utenti. E così, sia in città che in altri centri irpini i rifiuti sono stati protagonisti di un ritorno al passato. A quando i cassonetti traboccavano di buste di plastica. In bella vista, ieri, già di buon mattino, sia sotto i palazzi che davanti ad abitazioni isolate, e persino nel centro urbano del capoluogo, diversi cumuli di immondizia e sporcizia che vento e pioggia hanno contribuito a spargere anche lontano dai punti di ritiro. I disagi maggiori si sono registrati proprio ad Avellino e nella vasta area dell'hinterland pure servita da IrpiniAmbiente. Il centro operativo della partecipata dei rifiuti di via Rivarano, situato a Monteforte Irpino, infatti, ha visto una partecipazione dei lavoratori alla manifestazione di circa il 90 per cento sull'intero personale della sede. I dati sono ancora ufficiosi ma è certo che la quota non si discosterà poi di tanto una volta che saranno diffusi, a consuntivo, i numeri dell'adesione.

Molto più ridotta, invece, secondo le prime stime, la partecipazione allo sciopero da parte dei dipendenti che insistono sulla stazione di Flumeri e su Ariano. Si parla di un 20-30 per cento. Mentre allo Stir di Pianodardine l'astensione dal lavoro avrebbe riguardato la metà dei dipendenti. Davanti alla prefettura, nonostante la pioggia, si è concentrato il sit-in di protesta. Presente una folta delegazione di lavoratori, almeno una settantina, e i rappresentanti sindacali di Uil Trasporti, Fit Cisl e Fp Cgil, guidati dai rispettivi segretari territoriali, Michele Caso, Francesco Codella e Licia Morsa. A loro il compito di illustrare i motivi dell'iniziativa al Capo di Gabinetto del prefetto, Rosanna Gamerra, sottolineando, insieme alle ragioni di carattere nazionale, le più sentite e pressanti istanze di natura locale. Nel capoluogo irpino e nel resto della provincia, infatti, la protesta ha assunto anche un significato molto territoriale, legato alle problematiche che il settore vive per il mancato affidamento della gestione del servizio, nell'ottica del ciclo integrato dei rifiuti. Nella nostra provincia afferma Caso - stiamo entrando in una fase di grossa confusione, tra le votazioni per rinnovare le cariche a Palazzo Caracciolo, l'Ato che di fatto è traballante e IrpiniAmbiente che non ha più un timone saldo. Insomma, ci sono una serie di fattori oggettivi da affrontare ma non bisogna perdere la bussola. Anzi, è necessario mantenere in piedi questo sistema che ha dimostrato di avere un suo valore e una sua virtualità, proseguendo su questa strada. Importanti, ovviamente, le istanze riguardanti il contratto, la richiesta flessibilità oraria e il piano sulle pensioni. È evidente riprende il riferimento della Uil - che questo lavoro sia fortemente usurante.

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Stare dietro un camion mentre altri hanno i termosifoni accesi è un peso notevole, nonostante ciò il Governo non riesce a far partire le condizioni di una tutela oggettiva. Per Codella risolvere la problematica locale è imprescindibile: Da tempo stiamo battendo sull'Ato ma, purtroppo, dopo che il presidente Valentino Tropeano è decaduto (in quanto sindaco di Montefredane non rieletto) ci troviamo in una fase di stand-by. Noi però non possiamo perdere tempo. Puntiamo su IrpiniAmbiente, al momento unica società pubblica in grado di poter assumere la gestione del servizio su tutto il territorio irpino. Per questo chiediamo che le venga fatto l'affidamento, in maniera tale che i suoi 600 lavoratori possano stare più tranquilli per il proprio futuro. Da Morsa, infine, un invito diretto proprio agli enti locali: Della gestione sul nostro territorio se ne parla tanto ma chi dovrebbe intervenire non lo fa. Mi riferisco soprattutto agli amministratori dei Comuni. Bisogna riunire l'assemblea dei sindaci. Avere l'Ato rifiuti e la Provincia temporaneamente senza un vertice è un aspetto della questione, ma per noi è fondamentale il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli amministratori. È con loro che bisogna chiudere il ciclo integrato dei rifiuti.
 

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