Avellino, rivoluzione verde: in arrivo
gli alberi «mangia smog»

Venerdì 22 Novembre 2019 di Flavio Coppola

Avellino programma la sua rivoluzione verde. Dopo l'approvazione in giunta della delibera che avvia di fatto la piantumazione di 1251 alberi in città, corrispondenti al numero dei nati tra il primo gennaio 2016 e il 30 settembre 2019, l'amministrazione è finalmente pronta a fare altrettanto con i 20 platani francesi previsti ormai da oltre due anni a viale Italia. Le piante, resistenti al cancro colorato che ha decimato i maestosi esemplari del famoso corridoio verde della porta ovest della città, «arriveranno nei vivai locali riferisce l'assessore all'Ambiente, Giuseppe Negrone nella giornata di oggi, per essere piantumati a partire da lunedì». Saranno messe a dimora sul lato della carreggiata su cui insiste la Caserma «Berardi».

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Nel frattempo, ieri, i primi due alberi dei 1251 che la Regione metterà a disposizione nelle prossime settimane dopo che l'amministrazione avrà individuato le aree idonee sono stati fissati nel «Parco della Pace», di via Palatucci. La duplice iniziativa, nel capoluogo che ogni anno supera i 35 sforamenti annui consentiti di Pm 10, si innesta nel Piano urbanistico del verde (Puv), che l'assessore all'Urbanistica di Piazza del Popolo, Emma Buondonno, ha annunciato ieri all'ex «Carcere Borbonico», a margine dei festeggiamenti della giornata mondiale dell'albero. «Siamo pronti a varare un piano di settore nell'ambito della modifica del Puc in fase di predisposizione spiega attraverso il quale, da un lato, intendiamo valorizzare le caratteristiche intrinseche del territorio; dall'altro, rispondere ai fabbisogni della comunità in termini di nuovi spazi verdi». Nella visione urbanistica dell'amministrazione comunale, è giunto il momento di programmare nuove aree e recuperare quelle ereditate dal passato. «Abbiamo bisogno prosegue Buondonno - di aree verdi scolastiche, ma anche ospedaliere, parchi destinati alle attrezzature sportive e campi da gioco. Ma è nostro obiettivo anche adeguare l'espansione della città alle caratteristiche del territorio. Il nuovo «Puv», che attueremo partendo da un censimento dell'esistente per caratteristica e destinazione d'uso, ci consentirà di ordinare tutte queste funzioni».

Per finire, nella scelta delle piante, che però arriverà in un secondo momento, Buondonno non esclude la possibilità di utilizzare i cosiddetti «alberi mangia smog»: «Ci sono essenze arboree ricorda che meglio si predispongono a mitigare l'inquinamento dell'aria e l'isola di calore urbana che se ne genera. Nel frattempo, la misura adottata di un albero per ogni bambino nato va proprio in questa direzione: traccia una strada lungo cui la città deve crescere, inglobando corridoi verdi e spazi di natura».

Una iniziativa, questa di legare la messa a dimora per ogni nuovo nato, che vide pioniera la V Circoscrizione (Baccanico, Valle Cavour), negli anni 80, con l'allora delegato al settore Alfonso Addivinola. Pur viaggiando decisamente meglio dell'anno scorso, Avellino è anche quest'anno ad un passo dalla soglia dei 35 sforamenti di polveri sottili. Il ventiseiesimo è stato censito dalla centralina Arpac di via Piave lo scorso 16 novembre. Ciro Picariello, presidente provinciale dell'Ordine degli Agronomi, sottolinea l'urgenza di interventi volti ad implementare la presenza degli alberi in città: «Le condizioni non sono affatto ideali. Gli sforamenti da Pm10 sono all'ordine del giorno e le piante potrebbero equilibrare la situazione. - ricorda - In passato è stato fatto poco o nulla e quel poco che è stato fatto ha ulteriormente danneggiato il verde pubblico». A dispetto dell'immagine di città del verde, insomma, Avellino è indietro: «La nuova amministrazione rileva Picariello - sta mostrando sensibilità al problema e la delibera per la piantumazione dei nuovi alberi va nella giusta direzione. Ma è solo l'inizio e il nuovo Piano del verde dovrà segnare un cambio di passo». La giunta Festa, ieri, ha anche approvato la variazione di Bilancio da 43.000 euro che affiderà la cura del verde pubblico ai forestali della Provincia.
RITORNO ALL'ASI
Infine, l'esecutivo ha deliberato il ritorno dell'ente nel Consiglio generale dell'Asi. Nella coda della consiliatura Foti, Avellino si chiamò fuori per la precaria situazione economica del Consorzio per lo Sviluppo. Scelta contestata già allora dall'attuale sindaco, che aveva più volte annunciato la volontà di farvi ritorno.
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