Alloggiopoli ad Avellino, il pm:
«Subito a processo 27 persone»

Domenica 17 Febbraio 2019 di Alessandra Montalbetti
Inchiesta alloggi, fissata l'udienza preliminare per i 27 imputati, che compariranno il 9 aprile prossimo dinanzi al Gup Paolo Cassano.

La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal procuratore Rosario Cantelmo e dai sostituti Cecilia Annecchini e Antonella Salvatore, arriva per due impiegati comunali, Domenico Piano e Paolo Pedicini, in quanto, in qualità di pubblici ufficiali in servizio presso l'Ufficio Assegnazione Alloggi di Piazza del Popolo, avrebbero chiesto e ottenuto somme di denaro (2700 euro, versati dal beneficiario di uno degli alloggi) per il «compimento di atti contrari ai loro doveri d'ufficio», ossia per consentire a un nucleo familiare di poter ottenere un alloggio popolare. Per questo singolo episodio i due dipendenti comunali rispondono, insieme a Francesco Vivolo (l'assegnatario illegittimo) di concorso in corruzione. Somme di denaro, quello versate dal beneficiario dell'alloggio, «per mettersi al sicuro, ottenere un immediato intervento dei due dipendenti del comune di Avellino al fine di evitare lo sfratto e qualsiasi altro problema inerente all'alloggio».
 
Lo stesso Domenico Piano quale «funzionario con competenza in materia di assegnazione alloggi popolari in virtù di delega del dirigente dell'ufficio», sempre con Paolo Pedicini (quale responsabile del procedimento) secondo l'accusa avrebbero consentito l'occupazione e l'assegnazione degli alloggi «in dispregio della normativa e delle relative graduatorie» concedendo alloggi anche a chi non aveva i requisiti e i presupposti essenziali per beneficiarne. Qui i casi sono molti di più, tanto che la richiesta di rinvio a giudizio, stavolta per falso in atto pubblico e abuso in atto d'ufficio, arriva per i due funzionari e per una vasta platea di beneficiari: Ileana Addivinola, Gerardo Barbarisi, Antonio Berrettino, Ciro Capobianco, Alfonso Cinque, Teresa De Santis, Antonio De Matteis, Nicola Dentice, Carmine Farina, Nadia Festa, Angela Flammia, Giuseppe Gaeta, Veronica Gargiulo, Gino Iannaccone, Gianmichele Lapolla, Antonietta Napoletano, Carmine Picariello, Monica Ramondino, Francesca Rossetti, Anna Maria Saccardo, Nadia Sanseverino, Maria Simonetti, Raysa Tretynko e Silvestro Zaccaria.

L'inchiesta sugli alloggi iniziò nell'autunno del 2015, a seguito della rivelazione di Vivolo, che affermò di aver dato del denaro ad alcuni dipendenti comunali per entrare in possesso di un alloggio popolare. Domenico Piano e Paolo Pedicini furono sottoposti alla misura precautelare del fermo indiziario. Piano fu tratto in arresto mentre era con la famiglia all'Expo di Milano, mentre Pedicini fu raggiunto mentre era nella sua abitazione in provincia di Benevento. Ma il Gip di Milano, Alfonso Ferraro, non convalidò il fermo per l'indiziato. Infatti non riscontrò gli estremi per tale provvedimento, annullandolo, non ravvisando la possibilità di inquinamento delle prove o pericolo di fuga. Del resto qualche giorno prima il Gip del tribunale di Benevento, adottando un analogo provvedimento, aveva rimesso in libertà Pedicini.

L'inchiesta è quindi andata avanti per tre anni, fino alle richieste presentate dalla Procuralo scorso 12 febbraio. La decisione sugli eventuali rinvii a giudizio per i 27 è dunque prevista ad aprile. Tra i difensori degli imputati gli avvocati Alberico Villani, Claudio Frongillo, Giovanni Bove, Nello Pizza, Antonio Iannaccone. © RIPRODUZIONE RISERVATA