Alto Calore, evitato il fallimento:
via libera al bilancio tra i veleni

Mercoledì 8 Maggio 2019 di Alessandro Calabrese
Al termine di un'assemblea dei soci a tratti piuttosto accesa, il bilancio dell'Alto Calore spa passa a maggioranza dei presenti con una percentuale piuttosto risicata. Su un quota sociale costituita del 65,17%, infatti, i sindaci favorevoli sono risultati il 34,69%. Contrari il 12,09% (i Comuni di Avellino, Montella e San Nicola Manfredi), mentre il 17,35 si astiene: Provincia di Avellino, Ariano, Mercogliano, Monteforte, Sant'Angelo a Scala, Pontelandolfo, San Nazzaro e San Leucio. Dunque, il consuntivo per l'esercizio 2018 viene approvato non senza difficoltà, la debitoria strutturale supera ai 137 milioni. L'amministratore unico Michelangelo Ciarcia, riassume i numeri: «Aumento del debito per 3,6 milioni, meno della metà del 2017, utile derivante dalla gestione caratteristica 1,2 milioni, ma disavanzo di circa 12 milioni per un accantonamento prudenziale nel fondo crediti inesigibili di oltre 13 milioni La perdita sarà assorbita dal capitale societario». Il suo messaggio, però, è di ottimismo: il fatturato è cresciuto di 1,6 milioni e alla chiusura dei conti di quest'anno si prevede un pareggio.
 
Un giudizio preoccupato viene invece dal collegio sindacale, Mario Orrei: «Buono il lavoro intrapreso dall'attuale gestione e l'investimento della Regione Campania spiega ma c'è una sperequazione tra debiti e crediti e una sproporzione tra personale e servizi offerti. Le azioni avviate cominciano ad invertire la rotta ma restano fragilità e incertezze per il futuro». Nel dibattito prendono la parola tra gli altri il sindaco di Montella, Ferruccio Capone («Va richiesto il concordato preventivo in continuità»), quelli di Aiello del Sabato, Ernesto Urciuoli, e Teora, Stefano Farina, e il vicesindaco di S. Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole. Il sub commissario del Comune di Avellino, Franco Ricciardi parla di «dati poco chiari» preannunciando il voto sfavorevole. E il presidente della Provincia irpina, Domenico Biancardi suggerisce: «Meglio prendere tempo per riflettere e portare la politica a questo tavolo. L'attuale gestione va applaudita ma non possiamo sempre assolvere il passato». Ciarcia replica: «Le difficoltà e la situazione contabile erano note. Oggi bisogna approvare il bilancio, o il default è vicino». A seguire il voto, che premia la linea del manager. © RIPRODUZIONE RISERVATA