Anagrafe digitale, Avellino resta fuori
dal circuito: 17mila errori nei database

Lunedì 15 Novembre 2021 di Flavio Coppola
Anagrafe digitale, Avellino resta fuori dal circuito: 17mila errori nei database

Se fosse stato residente ad Avellino, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non avrebbe potuto scaricare alcun certificato. Il capoluogo irpino, infatti, è l'unico d'Italia a non risultare ancora presente nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente. Il sistema telematico, che parte oggi in tutto lo Stivale, ieri ha ricevuto il battesimo del fuoco proprio dal capo dello Stato. All'interno della piattaforma del Viminale, ci sono già 7.810 Comuni, per 65.586 milioni di abitanti. La città amministrata dal sindaco Gianluca Festa è invece tra le 61 amministrazioni tutte piccolissime e del Sud, ad eccezione di sei realtà del Nord - che non potranno accedere alla «rivoluzione digitale» del Governo Draghi. Nel capoluogo in cui prenotare una carta di identità significa dover attendere i primi mesi del 2022, è un altro primato in negativo. Ad Avellino, oggi non sarà possibile scaricare gratuitamente ben 14 certificati dal sito Anpr: anagrafico di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, di esistenza in vita, di residenza, di residenza Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero), di stato civile, di stato di famiglia, di residenza in convivenza, di stato di famiglia Aire, di stato di famiglia con rapporti di parentela, di stato libero, anagrafico di unione civile, di contratto di convivenza. Non che l'amministrazione non stia lavorando all'ingresso nel sistema. Le ragioni del ritardo, già stigmatizzato senza mezzi termini dal prefetto, Paola Spena, sono infatti esposte sul sito internet del Comune di Avellino.

In pratica, viene chiarito, la società «Publisys spaz, aggiudicataria della fornitura del sistema informatico comunale, da mesi starebbe lavorando alla trascodifica dell'intera banca dati anagrafica». La prima fase si è conclusa lo scorso ottobre. Ma sarebbe ancora in corso la bonifica dei dati. Necessaria, anzi indispensabile, perché all'interno della banca dati dell'ente sarebbero stati riscontrati ben 17mila errori, accumulatisi negli ultimi decenni. Conclusa l'operazione, l'amministrazione ha già annunciato di voler partire. E ora la dead line è il prossimo 10 dicembre. Ma le promesse non sono il forte del sindaco Festa e del suo esecutivo. Non a caso, senza celare la sua forte irritazione, il prefetto Spena si è augurata che il Comune di Avellino entri finalmente in Anpr entro la fine dell'anno. Proprio come ha fatto, per tutti e 61 i Comuni rimandati a dicembre, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Ma quello di Spena è un vero e proprio diktat. Negli ultimi mesi, il rappresentante del governo aveva indirizzato alla volta di Palazzo di Città più di una missiva, per non chiamarla diffida. E nell'ultima uscita pubblica, Spena ha ricordato il pressing «quotidiano e costante con il segretario generale del Comune».

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Dal canto suo, il vicesindaco con delega al settore, Laura Nargi, è però fiduciosa di potercela fare «anche prima del 10 dicembre, perché dice - la bonifica procede bene». Erano stati invece facili profeti i consiglieri dell'opposizione, in particolare Iandolo e Picariello, che avevano incalzato il sindaco e la sua giunta in diverse interrogazioni consiliari, con più di una presa di posizione. Ma da oltre un anno, ormai, l'Anagrafe di Avellino è agli onori, si fa per dire, delle cronache. L'emergenza Covid ha ulteriormente aggravato le condizioni generali di ufficio a rischio implosione, e in più di un'occasione era stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine, sollecitate dagli utenti inferociti. Aspettando la rivoluzione digitale, il più importante ufficio pubblico del Comune di Avellino resta profondamente sottodimensionato in termini di personale. A fronte degli attuali 10-11 elementi, solo pochi anni fa ce n'erano 30. Servirebbero almeno 5 nuove unità. Ma il Comune è in pre-dissesto. E i disservizi, o le lungaggini, sono all'ordine del giorno. Cambiano i dirigenti, l'ultimo a cimentarsi nella sfida è stato il comandante della polizia municipale, Michele Arvonio. Ma il pugno duro dell'uomo in divisa non ha giovato. Il comandante non è riuscito a rimettere in riga un settore cruciale, che resta in profonda difficoltà. 

Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA