Ancora un blitz dei Nas
all'ospedale di Solofra

Giovedì 23 Settembre 2021
Ancora un blitz dei Nas all'ospedale di Solofra

Ispezione del Nas di Salerno all'ospedale Landolfi di Solofra. Il Nucleo antisofisticazione e sanità dei carabinieri è intervenuto ieri mattina dopo una segnalazione per stato di abbandono. Il plesso della cittadina conciaria è stato quindi ispezionato dagli uomini dell'Arma per accertare eventuali negligenze nella gestione dei reparti (pochi quelli rimasti aperti dopo il nuovo atto aziendale). Nei prossimi giorni, potrebbero scattare eventuali provvedimenti. Non è la prima volta che i militari fanno visita alla struttura di via Melito. A marzo scorso, nell'ambito delle verifiche delle misure di prevenzione alla diffusione del Covid 19, il Nucleo eseguì un controllo. In quella occasione, furono sollevate diverse prescrizioni alle quali l'Azienda ospedaliera Moscati (che dall'ottobre 2018 gestisce il nosocomio, prima di competenza dell'Asl) avrebbe dovuto ottemperare.

Una di queste preoccupava più delle altre e aveva a che fare con il rilascio da parte del Comune di Solofra dell'autorizzazione all'esercizio del presidio ospedaliero ai sensi della delibera della giunta regionale numero 73 del 31 dicembre 2001. Da allora, nessuna comunicazione in questo senso è stata fatta dalla direzione strategica del Moscati. Il Landolfi come noto è al centro di una disputa tra l'amministrazione comunale e l'Azienda ospedaliera. Sindacati e conciatori si sono schierati al fianco del Comune di Solofra nel ricorso al Tar contro la soppressione del pronto soccorso disposta dall'Azienda ospedaliera Moscati (che dal 2018 gestisce il plesso solofrano). Formalizzato l'intervento ad adiuvandum (per sostenere le ragioni del ricorrente) da parte delle segreterie provinciale di Filctem Cgil e Femca Cisl e del Consorzio di imprenditori conciari (Codeso). Il procedimento si aperto lunedì nella seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale di Salerno con il legale del Moscati, Arturo Testa, che ha sollevato una questione di competenza territoriale facendo pervenire una richiesta per il trasferimento delle carte a Napoli. Adesso la valutazione insindacabile spetterà al presidente della prima sezione.

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L'Azienda avrebbe motivato la richiesta sostenendo la competenza del Tar partenopeo sulle materie sanitarie e in particolare per un ospedale come il Moscati di massima complessità. L'amministrazione comunale di Solofra il 24 luglio scorso, tramite l'avvocato Antonio Brancaccio, ha presentato il ricorso al Tar impugnando la delibera 201 del 19 maggio scorso con la quale la giunta regionale ha rivisto, al ribasso, l'offerta sanitaria dell'Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. La delibera, oggetto del contendere, è stata recepita dall'atto aziendale del Moscati adottato a fine giugno e approvato poi dalla Regione. Prima di arrivare in tribunale, Vignola ha cercato in tutti i modi il confronto con il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il quale, però, ha sempre rispedito al mittente le richieste nel mezzo, una manifestazione di protesta che ha portato in strada migliaia di cittadini e un'audizione al Ministero della Salute. È chiara, secondo Vignola, «la strategia messa in campo dalla nomina del direttore generale Renato Pizzuti in poi». Con l'arrivo del manager napoletano è stato, di fatto, bloccato il processo di annessione avviato dal suo predecessore Angelo Percopo, mettendo in discussione, fino a cancellarli, la maggior parte dei contenuti del decreto 29 secondo il quale il Landolfi, annesso al Moscati, doveva essere potenziato e avrebbe dovuto mantenere il pronto soccorso così come previsto, tra l'altro, dal piano ospedaliero della Regione Campania. Allo stato attuale, appare evidente il ridimensionamento della struttura solofrana: il pronto soccorso (già chiuso da marzo 2020 perché non a norma) è stato sostituito da un punto di primo intervento (con funzioni limitate alla stabilizzazione del paziente, che ancora non è stato attivato); sono stati cancellati i reparti di Odontoiatria e Stomatologia, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria per un saldo negativo di 45 posti letto con il Landolfi passato dai 133 posti letto programmati dal piano ospedaliero agli 88 attuali.

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