Asidep, via al vertice con Petracca e Alaia: «Ma basta passarelle»

Al tavolo convocato da Pisano solo Pd e Italia Viva

Asidep
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di Alessandro Calabrese
Mercoledì 22 Maggio 2024, 10:32
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Di fronte ad una situazione ormai drammatica, il presidente dell'Asi, Pasquale Pisano, chiama al capezzale dell'Asidep i consiglieri regionali irpini del centrosinistra, Maurizio Petracca del Pd ed Enzo Alaia di Italia Viva, escludendo, invece, i colleghi Vincenzo Ciampi del M5S e Livio Petitto del gruppo di area centrodestra "Moderati e Riformisti".

All'appuntamento, fissato per le 16 nella sede di Pianodardine, sono stati invitati i segretari provinciali dei sindacati di categoria: Giuseppe Morsa della Fiom Cgil, Gaetano Altieri della UilM, Ettore Iacovacci della UglM e Giuseppe Zaolino della Fismic.

In attesa di conoscere quali saranno le risoluzioni alle quali approderà l'incontro di questo pomeriggio, ecco che a intervenire sulla vicenda sono proprio alcuni consiglieri regionali. A partire da quelli non invitati al tavolo di concertazione. Per Petitto «quando si parla di un patrimonio comune all'intera provincia, come la depurazione, non si devono fare distinguo ma chiedere a tutti i riferimenti politici un contributo a prescindere dall'appartenenza partitica».

«Altrimenti aggiunge si corre il rischio di farne un appuntamento da campagna elettorale. D'altra parte, però, finora è stato proprio il centrosinistra con i vertici nominati che ha gestito in malo modo l'asset e le partecipate della depurazione. Ora vedremo cosa saranno capaci di fare». Petitto, però, resta a disposizione per dare una mano: «Se posso essere d'aiuto di certo non mi tiro indietro, al momento non sono stato chiamato. Non vorrei che anche questo incontro si riduca a una passerella elettorale come è successo già in passato con qualche parlamentare. L'auspicio è che si volti pagina e al posto del controllo sull'ente si pensi agli interessi dei lavoratori e del comparto per erogare servizi agli stabilimenti industriali della nostra provincia che non possono rischiare di fermarsi».

E, infine, un ultimo affondo: «Questo incontro arriva in ritardo e in piena campagna elettorale. Purtroppo è un fatto che all'Asi, come in altri enti pubblici di servizio legati alla Regione Campania, ci siano in atto grandi manovre targate dalla stessa coalizione di centrosinistra. In realtà conclude il capogruppo di "Moderati e Riformisti", di fronte ad una situazione del genere avrebbe già dovuto intervenire il governatore De Luca e commissariare lo scempio visto fino ad oggi».

Più moderato, ma non meno incisivo, il commento del consigliere pentastellato Ciampi: «Innanzitutto voglio esprimere la mia solidarietà ai lavoratori di Asidep che da mesi non percepiscono lo stipendio. Voglio anche manifestare tutta la mia preoccupazione per la crisi ambientale annunciata derivante dal cattivo funzionamento degli impianti di depurazione dei nuclei industriali della provincia di Avellino. Mi auguro che ciò non comporti un pregiudizio alle imprese che vi operano. Se la depurazione non funziona ne soffre l'ambiente e le imprese non possono produrre». E poi, entrando nel merito, l'esponente del M5S attacca De Luca: «Circa l'incapacità del consorzio per le Aree di Sviluppo Industriale di venire a capo della gestione pubblica del settore depurativo, credo che tutta la responsabilità ricada su chi come la Regione Campania deve vigilare sulla corretta gestione di una struttura pubblica. Gli stessi industriali si sono lamentati e chiedono il commissariamento dell'Asi. Io ritengo che prima di affidare un servizio ai privati, come si sta facendo oggi, sia necessario assicurare un futuro occupazionale agli addetti e l'immediato pagamento degli stipendi ai lavoratori, ovviamente mettendo in sicurezza e rendendo funzionali gli impianti depurativi».

Se i consiglieri di opposizione si dimostrano tranchant, c'è chi come il riferimento irpino di Italia Viva che preferisce andarci con i piedi di piombo. «La situazione nella quale versa l'Asidep è estremamente grave dichiara Alaia - non solo per l'istanza di fallimento avanzata da un'azienda creditrice, ma soprattutto per gli sversamenti che si sono verificati nelle ultime ore in alcuni impianti della provincia. Non è accettabile che la depurazione in Irpinia sia ferma, con il rischio di nuovi sversamenti di reflui non filtrati e di danni ambientali gravissimi sul territorio». E conclude: «Il tavolo di domani dovrà servire ad affrontare questa emergenza e soprattutto a dare una risposta ai 53 lavoratori che, da 5 mesi senza stipendio, hanno il diritto di avere una prospettiva».
 

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