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Avelllino, caos alloggi popolari:
solo sette assegnazioni su 300

Sabato 25 Giugno 2022 di Flavio Coppola
Avelllino, caos alloggi popolari: solo sette assegnazioni su 300

Oltre al danno di una graduatoria che non scorre mai, la beffa di un nuovo bando che rischia di mettere in discussione il diritto acquisito ad una casa che da anni viene calpestato.
Non c'è pace per i 300 cittadini che attendono un alloggio pubblico ad Avellino e che, da giugno scorso, sono entrati nella nuova graduatoria. Da allora, Piazza del Popolo ha assegnato secondo gli ultimi dati solo 7 abitazioni. Per tutti quelli che non ce l'hanno fatta, ecco la nuova mazzata: è in arrivo il colpo di spugna di una nuova procedura regionale, che rimetterà tutto in discussione. Così i rappresentanti sindacali della categoria chiamano il Comune di Avellino e lanciano l'allarme.

Il prossimo 30 giugno, è prevista la partenza della nuova piattaforma regionale per consentire la partecipazione all'ennesimo bando di concorso per l'assegnazione degli alloggi popolari. «Vogliamo verificare - dicono all'unisono Fiorentino Lieto, Franco Relmi e Arterio De Feo, del Sunia Cgil, della Sicet Cisl e della Uniat Uil - la possibilità di assegnare subito gli alloggi disponibili. La nostra preoccupazione è che, con l'attivazione della nuova piattaforma, le graduatorie esistenti vengano superate e i cittadini che attendono di avere un alloggio da tempo possano essere esclusi. Questo perché gli enti non sono riusciti ad assegnare gli eventuali alloggi disponibili». Emblematico il caso di Avellino. Ci sono voluti 4 anni per aggiornare la graduatoria degli aventi diritto, ma l'ente non ha assegnato che una manciata di appartamenti. Questo perché di case non ce ne sarebbero. Il che è vero solo in parte. I sindacati ricordano, in proposito, un fatto eclatante. «Ad Avellino città ce ne sono 20, di proprietà Acer, non assegnabili agli aventi diritto, perché da ristrutturare». Basterebbe un po' di sinergia tra Piazza del Popolo e l'ex Iacp, insomma, per dare ossigeno ad un comparto che è una polveriera. Ma non si muove una foglia. E ora la Regione ci mette del suo rimescolando le carte con un nuovo bando.

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Intanto, in città restano in piedi i prefabbricati post terremoto, a Valle come a via Nicolodi. E - annunci a parte - saranno al loro posto ancora per anni. Del resto, non ci sono nuovi appartamenti anche perché la sostituzione edilizia avviata nel 2010 procede a ritmo di lumaca. E si parla di opere per oltre dieci milioni di euro. Con gli alloggi di via De Napoli e via De Venuta, via Morelli e Silvati e Valle, che vengono dati sempre per pronti, ma che non vengono consegnati mai, ci sarebbero molti più margini di manovra. In più, l'amministrazione Festa ha dovuto registrare il fallimento del tentativo di acquistarne altri dai privati, esperito nell'ormai lontano 2020. Chi vive ai margini, insomma, ci resta. E per di più, dalla fine dell'anno, è previsto l'aumento dei canoni di locazione deciso due anni fa dalla Regione Campania.

Quanto allo sfratto degli abusivi, le operazioni partite nel 2020 si sono fermate per la pandemia. E anche ora che l'emergenza è conclusa, la Prefettura non batte colpi. Qualcosa si muove sul fronte dell'Acer. L'altro giorno, i sindacalisti hanno fatto il punto con il dirigente, Enzo Paolo. L'emergenza abitativa, infatti, è una questione provinciale. E anche chi un alloggio pubblico ce l'ha già vive in condizioni poco dignitose. Sul versante della riqualificazione, è emerso che sono in corso due elenchi di interventi con lo strumento del Superbonus edilizio. Il primo riguarda gli interventi su 1.545 alloggi con Partenariato Pubblico-Privato, per i quali è stata già espletata la manifestazione di interesse e tutti i comparti sono stati affidati alle imprese per la redazione dei progetti. «Nelle prossime settimane - fanno sapere Lieto, Relmi e De Feo - i tecnici delle imprese effettueranno sopralluoghi specifici per la redazione del progetto di efficientamento energetico e messa in sicurezza». Il secondo elenco riguarda altri 1.025 alloggi, che saranno oggetto di progettazione diretta dell' Acer, con l'ausilio di tecnici esterni. Qui le procedure saranno più lunghe e non è detto che vadano in porto. Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil sollecitano «lo sblocco del Superbonus» e provano a rassicurare gli inquilini degli stabili in cui si svolgeranno i lavori: «Preliminarmente, saranno effettuati degli incontri per specificare i tipi di interventi che si faranno. Saremo vigili affinché tutti gli interventi programmati siano realizzati in modi e tempi celeri».
 

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