Avellino, asilo nido al palo:
struttura pubblica senza gestione

Giovedì 5 Settembre 2019 di Flavio Coppola
L'asilo nido comunale quest'anno resta chiuso. Porte serrate al suono della prima campanella di settembre e almeno fino alla fine del 2019. In città partiranno le lezioni nelle scuole, ma non il servizio pubblico destinato ai bimbi fino ai 3 anni.
 
Mentre l'amministrazione comunale assicura la partenza del servizio di refezione scolastica entro il 30 settembre, rivendicando l'operazione decoro attuata sul verde urbano a ridosso dei plessi di sua competenza, la storica struttura pubblica di via Morelli e Silvati sarà clamorosamente off limits. Con tanto di disagi per decine di famiglie, che giocoforza saranno costrette a rivolgersi al privato. Colpa del predissesto, ma non solo. Travolto dalla lenzuolata di esternalizzazioni che hanno riguardato tutti i servizi pubblici a domanda individuale erogati dal Comune di Avellino, l'asilo dovrà essere assegnato alla gestione di un privato, secondo gli indirizzi già dettati in primavera dal commissario straordinario, Giuseppe Priolo. Ma il bando in questione non è mai nemmeno partito.
Quando mancano pochi giorni al ritorno tra i banchi, che ogni anno ha coinciso con l'apertura del nido, l'unica certezza è che, prima del 2020, la struttura cittadina non sarà aperta al pubblico. Questo perché, prima della pubblicazione e dell'espletamento delle procedure di legge per l'assegnazione al privato, che pagherà un regolare canone all'ente, l'asilo nido di via Morelli e Silvati dovrà subire un importante intervento di adeguamento. E anche qui l'ente è clamorosamente in ritardo. I soldi, circa centocinquantamila euro erogati dal Ministero della Pubblica Istruzione, ci sono da mesi. Ma il pre-dissesto, dichiarato al termine di una lunghissima fase di ricognizione dei conti comunali realizzata dalla triade commissariale che ha preceduto l'amministrazione Festa, ha reso impossibile programmarne la spesa nel Bilancio di previsione. L'approvazione a primavera inoltrata del previsionale, infatti, ha rallentato l'iter per avviare l'affidamento dell'appalto.
Tuttavia, si tratta di lavori assolutamente improrogabili e indifferibili. Prima di tutto, l'asilo nido va adeguato sotto il profilo della sicurezza antincendio. Occorrono una nuova uscita di sicurezza, rampe per disabili e una bretella di collegamento con la vicina «Perna». Sul punto, che nei mesi scorsi aveva riguardato anche il Conservatorio «Cimarosa», non giova la consueta proroga al 31 dicembre. Nel caso dell'asilo nido, proprio alla luce della necessità di esternalizzare, bisogna prima procedere con i lavori. Almeno fino alla fine dell'anno, dunque, niente asilo nido. Per contro, una volta adeguata, la struttura potrebbe ospitare secondo quanto si apprende da Palazzo di Città un numero che si avvicina al doppio degli attuali bambini. Da un massimo di 30, si passerebbe a 55, con un'età compresa dai 3 mesi ai 3 anni. Cambierebbero sostanzialmente, insomma, le stesse condizioni contrattuali per il fitto al privato. Quanto alla gestione, il nuovo regolamento prevede che le rette vengano stabilite sulla base del costo di aggiudicazione dell'appalto, ma è anche specificato che almeno 3 posti dovranno essere lasciati in favore di altrettanti bimbi appartenenti a famiglie con un Isee inferiore a 3.000 euro all'anno. Anche gli orari del nuovo asilo dovranno essere prolungati. Fino all'anno scorso, l'asilo ha funzionato solo di mattina, dal lunedì al venerdì. Quello che verrà affidato all'esterno, dovrà funzionare da settembre a giugno, anche il sabato, dalle 8 alle 18. Ma è anche contemplata la possibilità di tenerlo aperto anche a luglio e agosto.
Aspettando l'asilo nido che verrà, si profila un duro colpo per decine di genitori. Sul punto, i sindacati confederali e le Rsu interne si sono già fatte sentire. Ma la questione, ora, rischia di esplodere con forza decisamente maggiore. Le conseguenze del pre-dissesto, figlio di decenni di gestioni poco oculate di Piazza del Popolo, cominciano a farsi sentire. A pagare, ovviamente, sono i cittadini meno abbienti, che dovranno decidere se sobbarcarsi gli importi elevati delle strutture private o rinunciare al servizio e vedersela da soli.
© RIPRODUZIONE RISERVATAUltimo aggiornamento: 6 Settembre, 06:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA