Avellino città sospesa,
Parco Santo Spirito resta off limits

Domenica 28 Giugno 2020 di Flavio Coppola

A due mesi dalla fine del lockdown, Avellino è ancora una città in buona parte inaccessibile. La nuova data per la riapertura di Parco Santo Spirito è giovedì prossimo. Dopo aver «lisciato» ininterrottamente, dal 4 maggio scorso, gli appuntamenti annunciati per la restituzione agli avellinesi del più grande polmone verde, l'amministrazione comunale rinvia tutto, ancora una volta, alla prossima settimana. Secondo quanto si apprende da Piazza del Popolo, i cancelli si apriranno, appunto, tra mercoledì e giovedì. Per quella data, dovrebbe essere terminato il primo intervento di sistemazione delle sponde del fiume Fenestrelle, franate lo scorso autunno, la cui conclusione era stata ipotizzata la prima volta per l'inizio dell'anno. Ma - secondo quanto raccontato dall'esecutivo - sono stati tagliati anche degli alberi pericolanti. Se quanto promesso dal sindaco Festa si realizzerà, ci sarà anche una passeggiata in riva al fiume. Intanto, non si entra.

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Ma il grande parco intitolato all'irpino illustre Antonio Manganelli non è la sola struttura pubblica della città inaccessibile. Il punto di fondo nella stragrande maggioranza dei casi, resta il mancato sfalcio dell'erba. Anche se il settore Ambiente ha ormai raggiunto il grosso della città, persistono casi emblematici di grave abbandono. Il centro sociale «Samantha della Porta», ad esempio, si mostra ancora circondato dalle piante. Da casa delle associazioni a luogo nel quale organizzare corsi universitari a distanza, la struttura di via Morelli e Silvati, che necessita di una riqualificazione, è off limits. E se a Corso Vittorio Emanuele, la centralissima villa comunale attende ancora un intervento di sistemazione delle giostrine destinate ai bambini (un'altalena risulta completamente rotta così come la giostra girello, nonostante in occasione della riapertura il sindaco Festa annunciò che l'avrebbe rimesse a posto entro luglio), è in periferia, come al solito, che si annidano le sacche più evidenti di degrado. A Rione San Tommaso, vero e proprio serbatoio di voti per l'amministrazione comunale, qualcuno ha pure tolto il lucchetto che teneva chiuso il parco pubblico di via Scotellaro. Era stato inaugurato solo due anni fa, in scadenza di consiliatura, dall'amministrazione di Paolo Foti. Ma qui l'erba non viene tagliata da prima dell'emergenza Covid. E supera il metro di altezza. Inutilizzabile il parco, che negli ultimi due anni era diventato un vero punto di aggregazione per la comunità del popoloso quartiere, giostrine e altalene risultano già danneggiate dalle erbacce. Al pari della pavimentazione, dalla quale spuntano rigogliose le piante. Alle sue spalle, il campetto polivalente e gli spogliatoi distrutti, mai entrati in funzione, si sono trasformatisi negli anni in una discarica a cielo aperto. Sempre a San Tommaso, l'erba la fa da padrona anche nel vecchio centro sociale. Già sede della circoscrizione, chiuso al pari delle altre strutture pubbliche, è sempre più un oggetto misterioso. Il copione si ripete uguale a Picarelli, nel parchetto adiacente la scuola elementare. Panchine, giostre e marciapiede sono coperti dal verde spontaneo mai manutenuto, dove fanno capolino i rifiuti. E gli abitanti si dicono abbandonati a se stessi.

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Francesco Iandolo, capogruppo di «Avellino prende parte», ha più volte posto in evidenza la necessità di una cura più puntuale degli spazi pubblici. E rilancia il suo j'accuse all'amministrazione comunale: «Purtroppo, anche sulle tematiche legate all'utilizzo delle strutture verdi, c'è un'evidente assenza di manutenzione. In questo momento - riflette servirebbero maggiori spazi, proprio per favorire la ripresa della socialità in piena sicurezza. Andrebbe compiuto aggiunge - uno sforzo in più, in modo da poter consentire una maggiore fruibilità dei luoghi di prossimità, al di là del salotto buono di Corso Vittorio Emanuele». Parco Santo Spirito, però, è solo la punta dell'iceberg: «Quando si mistifica sistematicamente la realtà dice Iandolo succede che gli annunci restino tali. Che ci fossero problemi seri lo sapevamo tutti, ma che non fossero affrontati per tempo l'abbiamo scoperto tardi. E' giunto il momento di dire la verità».

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