Avellino, De Cesare non molla l'osso:
ma il patron conferma di non dimettersi

Martedì 3 Dicembre 2019 di Titti Festa
Di solito il finale è quello di vissero tutti felici e contenti. In questa storia invece, non si sa se sia ancora arrivata al termine oppure no, di felicità e gioia al momento non c'è davvero traccia. C'è solo tanta confusione, un continuo muro contro muro, un pericoloso ostracismo che potrebbe avere anche conseguenze penali per Gianadrea De Cesare e portare l'Us Avellino 1912 sull'orlo del baratro. Una certezza però c'è: la trattativa per la cessione dell'Us Avellino 1912 al momento si è arenata. Dopo il comunicato stampa a firma di Claudio Mauriello infatti, inviato alle 8,20 di mattina di ieri, è arrivata la risposta di Luigi Izzo, poco dopo le 13, che annunciava la sua uscita di scena.

Nella nota l'avvocato avellinese specifica che non c'è stata mai alcuna volontà di dimettersi né da parte sua né di Gianandrea De Cesare, come invece era stato riferito da una cordata di imprenditori (non viene neanche fatto il nome), che non si accettano ultimatum, e che la cessione del club è una operazione disciplinata dal Codice Civile, dallo Statuto Societario e dalle norme federali della F.I.G.C. Ma il passaggio che sorprende di più è quello in cui si sottolinea che il cda non sa della possibile cessione. «In particolare è previsto che il socio dia informazione al Consiglio d'Amministrazione dell'intenzione di trasferimento, affinché il Consiglio stesso possa esperire gli adempimenti previsti nei termini stabiliti: allo stato al cda non risulta pervenuta alcuna formale comunicazione sull'argomento». Un concetto fondamentale che sfugge però è che c'è stato già un consiglio di amministrazione che ha votato per la cessione (Scalella e Iuppa favorevoli contro De Cesare) ed anche una assemblea dei soci della Sidigas che si è espressa allo stesso modo. E qui ci sarebbe l'inghippo. Non è scritto a chiare lettere nel comunicato, ma in realtà il timore di Izzo e Circelli è quello che De Cesare possa, in seguito alla vendita, far invalidare la assemblea dei soci Sidigas per un vizio di forma, ovvero il mancato rispetto dei sette giorni della convocazione da far pervenire ai consiglieri. Il che vorrebbe dire aprire una causa e così Izzo e Circelli, una volta acquisito il club, rimossi Mauriello e De Cesare, fatti gli investimenti (almeno due milioni di euro), si ritroverebbero pericolosamente al punto di partenza. Se invece ci fossero le dimissioni qualsiasi possibile ricorso sarebbe reso nullo.

Dopo la botta è arrivata la risposta di Luigi Izzo che però attenzione, parla a titolo del tutto personale. «Visto il comunicato diramato in mattinata si legge - a nome di Claudio Mauriello e Gianandrea De Cesare il dottor Luigi Izzo, a titolo personale, facendo seguito alla comunicazione inviata in data 29/11/2019 nella quale veniva indicato come termine ultimo di attesa per le dimissioni dell'attuale consiglio di amministrazione dell' Us Avellino 1912 il giorno 30/11/2019 alle ore 12,00, comunica che la trattativa per l'acquisto della società, sempre in riferimento alla propria persona, è stata definitivamente interrotta».

Chi rimane in ballo dunque, a meno di ripensamenti, è solo Nicola Circelli anche se rumors, che pero' non trovano conferma, parlano anche di un possibile ritorno di Nicola di Matteo. Per ora di certo l'offerta resta valida, così come tutti i passaggi che hanno portato alla possibile cessione: dalla formulazione della offerta che supera di 200mila euro la perizia di stima Us Avellino 1912, fino all'ok da parte della Procura e del Gip Marcello Rotondi che ha sì dissequestrato il bene, ma solo a patto e condizione che esso venga ceduta dal dottor Francesco Baldassare, che è custode giudiziario della Sidigas, alla cordata Izzo Circelli.

I giorni passano ed appare chiaro a questo punto che la scadenza del 16 dicembre, ovvero il pagamento degli stipendi relativi ai mesi di ottobre e novembre spetterà alla attuale società che però non avendo a disposizione fondi interni, dovrà ripiegare solo su qualche sponsor. Sembra che anche Salvatore di Somma sia stato coinvolto e che si stia impegnando in questa direzione rendendosi protagonista di una vera e propria colletta. Ma di soldi per portare avanti il club ce ne vorranno tanti: i quasi 80mila euro di canoni arretrati, altre somme da destinare per i lavori allo stadio, ed anche i centomila euro da ridare alla cordata oltre ai centomila di penale, senza dimenticare ritiri e stipendi dipendenti (molti sono sotto di oltre cinquemila euro). A pensarci poi la corda è stata talmente tanto tirata che si è arrivati al 3 dicembre, ovvero oggi, giorno dell'udienza per il piano di ristrutturazione dei debiti della Sidigas. Non si sa se ci saranno nuove istanze e si sarà un nuovo rinvio, ma di certo i tempi restano lunghi (fino a 120 giorni) e il futuro del club biancoverde un grande punto interrogativo. © RIPRODUZIONE RISERVATA