CORONAVIRUS

Avellino, elementari piene al 90%
tra confusione e timori

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Alessandro Calabrese
Avellino, elementari piene al 90% tra confusione e timori

Mattinata a dir poco caotica quella di ieri per le scuole in Irpinia. L'inattesa ordinanza del Tar Campania che ha disposto l'ingresso in classe anche di quarte e quinte elementari, infatti, ha creato non pochi problemi con orari da rimodulare e famiglie da avvisare.
 

Ad Avellino, davanti ai plessi scolastici, genitori un po' sconcertati dal bailamme. Un mix tra confusione e disorientamento che non permette neanche un minimo di organizzazione familiare. «Solo ieri (mercoledì) sera - dice un papà - abbiamo avuto la comunicazione della ripresa. Non ci siamo potuti preparare neanche psicologicamente. Certo, i bambini sono contenti ma noi un po' meno, anche perché i timori restano». Per alcuni, però, è importante dare un segnale di normalità: «Con le giuste precauzioni e il rispetto delle regole ci dovrebbero essere sufficienti garanzie. Per i ragazzi venire a scuola è senza dubbio più stimolante ma avere un figlio che frequenta in presenza, un altro in Dad e doversi barcamenare tra baby sitter e l'aiuto dei nonni è davvero complicato».

In ogni caso, quasi per tutti la Dad aveva davvero stancato: «Speriamo bene afferma una mamma sappiamo che ormai i nostri figli erano annoiati dalla didattica a distanza ma la sicurezza totale nessuno può assicurarla». In base ai dati registrati dal Comune, comunque, l'affluenza di studenti di quarta e quinta elementare ha superato il 90 per cento degli iscritti.

Intanto, davanti ai cancelli dell'Istituto comprensivo Perna-Alighieri ha cominciato a diffondersi la notizia di alcune classi in isolamento. Chi parlava di due, chi di ulteriori provvedimenti. In realtà, si tratta di una sola classe, una terza, nella quale un bimbo è risultato positivo al Covid-19. Di conseguenza, su disposizione dell'Asl, l'isolamento domiciliare è stato allargato a tutti i compagni e alle maestre. Alcune di esse a scavalco su altre classi e sezioni. Il fatto, risale a qualche giorno fa. Lunedì sera la mamma del ragazzino in questione ha avvertito i primi sintomi, poi confermati dal tampone, e il figlio non è stato mandato a scuola. Dunque, è stato a contatto con gli altri componenti della sua classe per un solo giorno. Questi particolari, però, non sono emersi subito e tanti genitori hanno cercato di avere dei chiarimenti. A spiegare la vicenda il preside Attilio Lieto: «Abbiamo fatto scattare immediatamente il protocollo, avvisando l'Asl che ha preso i provvedimenti prescritti. Non è il caso di allarmarsi, qui da noi vengono rispettate tutte le misure e le sanificazioni sono regolari. Purtroppo, in giro, i contagi ci sono e, quindi, dall'esterno possono arrivare a scuola. Anche perché, come si sa, lo screening è volontario. Comunque, cose del genere possono succedere e potranno capitare anche in futuro. In altre regioni ci sono tanti istituti nella stessa situazione e alcuni sono aperti solo sulla carta. Personalmente, come dirigente scolastico non ho poteri in merito. Attivate le procedure, dobbiamo solo aspettare che chi ha contratto il virus si negativizzi e possa rientrare». 

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E ancora: «Solo su indicazione dell'Asl si può procedere alla sospensione, in via precauzionale, delle lezioni in presenza in un'altra classe. Per questo i riferimenti competenti analizzano anche la carica virale. Da parte mia posso solo parlare con i diretti interessati che sono le famiglie che hanno i loro figli nella classe messa in quarantena. Non è mio compito neanche dare notizie ad altri».

Ultimo aggiornamento: 18:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA