Avellino, Iia protesta in piazza per riaprire il dialogo con il Governo

La nuova proprietà dovrà garantirela realizzazione e la consegna degli ordinativi acquisiti

Avellino, Iia protesta in piazza per riaprire il dialogo con il Governo
Avellino, Iia protesta in piazza per riaprire il dialogo con il Governo
di Michele De Leo
Lunedì 20 Maggio 2024, 09:20
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Prende il via quest'oggi una settimana cruciale per il futuro della Industria Italiana Autobus. Se, da un lato, gli azionisti sono pronti a chiudere la trattativa per cedere l'azienda nelle mani del gruppo Seri di Vittorio Civitillo, dall'altro sindacati e lavoratori annunciano una battaglia senza esclusione di colpi per opporsi all'operazione. Le parti sociali e gli operai di valle Ufita continuano a chiedere che la società mantenga una partecipazione pubblica non solo simbolica e che venga riaperta la trattativa per l'ingresso di un partner privato nel capitale sociale attraverso il coinvolgimento concreto dei sindacati e dei lavoratori.

L'appuntamento più importante della mobilitazione è previsto per mercoledì 22 maggio, quando è in programma uno sciopero generale di tutta la valle dell'Ufita con una manifestazione pubblica a Grottaminarda.

Una iniziativa analoga fu messa in piedi, tredici anni fa, nei primi giorni della protesta contro la decisione di chiudere lo stabilimento di valle Ufita e cessare la produzione di autobus in Italia. L'imponente corteo di lavoratori e cittadini, che arrivarono a bloccare il casello dell'autostrada Napoli Bari, favorì una convocazione al Dicastero dell'allora sviluppo economico da parte del Ministro Paolo Romani. I lavoratori sono pronti a mettere in campo ulteriori iniziative di protesta: quest'oggi dovrebbero entrare regolarmente in azienda per concordare i prossimi passi di una mobilitazione che al pari di quanto avvenne nel 2011 potrebbe essere molto lunga. In concomitanza con la manifestazione di Grottaminarda, alcuni lavoratori potrebbero recarsi a Roma per protestare contro gli azionisti della Industria Italiana Autobus impegnati nell'assemblea per l'approvazione del bilancio. L'appuntamento, infatti, dovrebbe essere l'occasione per chiudere formalmente la trattativa con il gruppo Seri di Vittorio Civitillo e cedere il 95% dell'azienda nelle mani dell'imprenditore casertano.

Il gruppo Seri, che dovrebbe essere supportato da importanti advisor come Mediobanca e Banca Intesa, dovrà versare cinquanta milioni a Industria Italiana Autobus per acquisire il 95% delle quote. Acquisirà un'azienda completamente priva di debiti. Una quota simbolica resterà nella disponibilità di Invitalia che, nel corso del prossimo triennio, potrebbe intervenire nel caso di mancata attuazione degli impegni previsti dal piano industriale, avocare a sé le quote e avviare una trattativa per la cessione nei confronti di altri privati eventualmente interessati.

La nuova proprietà dovrà garantire al fine di evitare il pagamento di penali la realizzazione e la consegna degli ordinativi acquisiti. Terminato il triennio di accompagnamento, il gruppo Seri diventerà proprietario unico della Industria Italiana Autobus. Sindacati e lavoratori si dicono fortemente preoccupati rispetto alla possibile acquisizione del gruppo Seri. Alla base delle proteste ci sarebbero non solo le pregresse esperienze industriali, soprattutto in alcune aziende della provincia di Avellino, quanto i reali interessi che secondo le organizzazioni di categoria sarebbero diversi rispetto al rilancio produttivo e occupazionale della società.

Per questo, non sarebbe da escludere che la lotta dei lavoratori e la mobilitazione per sollecitare il decollo del progetto di polo unico nazionale di produzione degli autobus possa continuare anche nel caso venga formalizzata l'intesa per la cessione dell'azienda. Le parti sociali sono pronte, inoltre, anche a portare la questione all'attenzione della Procura per chiedere di far luce su un'operazione che secondo quanto affermano sindacati e lavoratori lascerebbe molti dubbi.

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