Avellino, impegno antimafia:
il consiglio comunale si dà alla «latitanza»

Sabato 23 Ottobre 2021 di Flavio Coppola
Avellino, impegno antimafia: il consiglio comunale si dà alla «latitanza»

No alla commissione antimafia, manca il quorum sull'adesione all'associazione «Avviso pubblico» e la costituzione in giudizio del Comune in tutti i processi di camorra. Il Consiglio comunale scrive una delle sue pagine più incomprensibili e stecca, in un modo o nell'altro, tutti e tre gli ordini del giorno proposti all'aula dal capogruppo di «App», Francesco Iandolo, sul contrasto al malaffare. Due anni dopo il Consiglio straordinario sul tema, in cui si decise di istituire un gruppo di studio per una commissione di scopo che non è mai nemmeno partito, l'emergenza criminalità organizzata anche sull'onda lunga degli ultimi agguati a colpi di arma da fuoco in città - torna all'ordine del giorno. Ma l'aula fa registrare un clamoroso nulla di fatto. La proposta di istituzione di una Commissione antimafia viene bocciata dai festiani. Senza nemmeno una motivazione o un intervento. L'adesione ad «Avviso pubblico» e la costituzione automatica in giudizio incassano il placet dell'assessore alla Sicurezza, Giacobbe, e del sindaco, Festa.

Ma al momento del voto la maggioranza si dissolve e complici pure alcune assenze nell'opposizione il numero legale minimo (17 presenti) decade. Votazioni annullate. «I tre provvedimenti aveva spiegato il proponente Iandolo sono collegati ed occorrono per alzare livello di attenzione e gli anticorpi di una società che deve essere incoraggiata a denunciare». Iandolo aveva ricordato l'excursus e l'ascesa del Nuovo clan Partenio, i processi e i tanti colpi esplosi in città fino agli ultimi giorni. 

E pure i tanti «atteggiamenti ambigui e censurabili». Per la commissione antimafia, aveva poi ammonito: «Solo chi è miope pensa che l'amministrazione pubblica non possa trattare questi temi. Stanno arrivando i fondi del Pnrr e anche ad Avellino dobbiamo prevenire e non a nascondere la polvere sotto il tappeto». Per finire, proponendo la mozione per la costituzione di parte civile, «ogniqualvolta i reati riguardino tutta la città», aveva punto il sindaco: «Facciamo in modo che non serva un movimento popolare per costituirci, come l'ultima volta sul caso del clan Partenio». Ma alla fine non se ne è fatto nulla. Eppure, sul provvedimento per la costituzione, Festa aveva annunciato l'ok dei suoi: «Non abbiamo mai fatto passi indietro sul «Clan Partenio» e ho querelato per diffamazione chi ha insinuato questo dubbio. - aveva replicato il sindaco - Abbiamo sempre condotto battaglie in prima linea, a differenza di altri, che hanno preso voti da alcuni mondi e settori che noi abbiamo tenuto lontani». Non questa volta. Sull'adesione ad Avviso pubblico, Giacobbe si era addirittura impegnato esplicitamente. Caustico il capogruppo di «SiPuò», Amalio Santoro: «Quando la politica si riduce all'agitazione di una frase e di una battuta, alla lunga si perde inevitabilmente. Qui si continua a discettare dello spacchettamento dei lavori e sulle somme urgenze. E tutto questo alimenta un clima che non aiuta».

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ll Consiglio non brilla per l'impegno antimafia, maggioranza e minoranza votano compatti sull'ordine del giorno per l'eliminazione dell'amianto dai prefabbricati, proposto da Nando Picariello (M5S). Poi si discute il project financing del nuovo Stadio e delle strutture sportive. Iandolo chiede un'informativa rispetto allo stallo della dichiarazione di pubblica utilità, che la giunta non approva. Santoro pone il tema delle «notizie di cronaca» - riportate da «Il Mattino» - rispetto all'indagine della Corte dei Conti sui canoni non pagati e sul dare avere tra Comune e Us Avellino. Non arrivano chiarimenti. Informazioni sommarie sulle operazioni di manutenzione nelle strutture minori, invece, dall'assessore allo Sport, Giacobbe. Sul nuovo Stadio, l'assessore all'Urbanistica, Buondonno ritiene che «un progetto così complesso può richiedere tempi di approfondimento, perché i problemi relativi alle aree di parcheggio e agli spazi commerciali si possano risolvere in questa fase e non in sede di progettazione definitiva». Sui temi caldi, che attengono al Piano economico e finanziario, non si pronuncia. Discussione monca, l'amministrazione conferma che ci sono delle difficoltà. L'ultimo e infuocato argomento sarebbe la condizione del Piano di Zona delle politiche sociali. La Regione ha dichiarato di averlo commissariato, ma ad oggi - ricorda il consigliere Spiniello - «non sono arrivati atti ufficiali». Così la maggioranza decide di rinviare a lunedì e lascia l'aula.

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