Buco nel bilancio del teatro Gesualdo,
il pm: «Processate Cipriano e il Cda»

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Alessandra Montalbetti
Inchiesta sulla gestione del teatro Carlo Gesualdo di Avellino: chiesto il rinvio a giudizio per i dieci indagati dal sostituto procuratore Teresa Venezia. L'11 marzo prossimo dovranno comparire dinanzi al giudice per l'udienza preliminare Marcello Rotondi gli imputati Marino Giordano e Marco Ziccardi, affidatari del servizio contabilità e redattori degli atti, accusati di falso ideologico in atto pubblico in concorso, nonché l'ex presidente del teatro Luca Cipriano, il direttore Dario Bavaro, i membri del consiglio d'amministrazione Carmine Santaniello e Salvatore Gebbia, Ottavio Barretta, Antonio Savino e Antonio Pellegrino revisori dei conti del Comune di Avellino e l'addetta alla biglietteria Monica Rosapane. Questi ultimi sono accusati a vario titolo di peculato, abuso in atti d'ufficio, concorso in atti d'ufficio e falso ideologico. Gli avvocati Carmine Danna, Giuseppe Saccone, Gerardo Di Martino, Teodoro Reppucci, Benedetto De Maio, Ferdinando Taccone, Italo Benigni e Gaetano Aufiero dovranno tentare di smontare le accuse mosse nei confronti dei loro assistiti dagli inquirenti. L'inchiesta sul teatro «Carlo Gesualdo», svolta dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, fu aperta dopo la denuncia dell'ex sindaco Paolo Foti e dei suoi funzionari che fecero scattare le indagini, nel maggio del 2016, quando ci furono le prime acquisizioni della documentazione relativa alle ipotesi di peculato. L'inchiesta della Procura verte sui bilanci consuntivi dell'ente dai quali sarebbero emerse delle false attestazioni. Dalle oltre venti pagine della chiusura indagini, firmata dal pubblico ministero Teresa Venezia e notificata a luglio scorso, è emerso una gestione personalistica (dal 2013 al 2016), segnata da assegnazioni e proroghe di servizi senza il rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza, oltre che dalla sottrazione di denaro (circa 109mila euro) dagli incassi. Il tutto senza che gli organi di controllo adottassero gli opportuni provvedimenti. In particolare gli inquirenti contestano agli imputati Monica Rosapane, Dario Bavaro, Luca Cipriano, Carmine Santaniello, Salvatore Gebbia, Ottavio Barretta, Antonio Pellegrino e Antonio Savino - in concorso morale e materiale tra di loro, anche per condotte omissive - il reato di peculato e segnatamente l'appropriazione di circa 109mila in quattro anni di gestione da parte del direttore del teatro cittadino. Inoltre contestano a Luca Cipriano, Carmine Santaniello e Salvatore Gebbia, in qualità di componenti del consiglio di amministrazione del teatro, la mancata revoca anticipata del direttore amministrativo, Dario Bavaro, per gravi irregolarità nella gestione, per violazioni di legge e pregiudizio degli interessi del teatro, approvando i bilanci dell'istituzione nonostante la complessiva tenuta della contabilità non consentisse di rappresentare correttamente i fatti di gestione relativi la cassa biglietteria. Infine ad avviso della pubblica accusa i componenti del cda e il direttore, in violazione di norma di legge, attraverso la procedura del cottimo fiduciario con affidamento diretto, provvedevano a rinominare sempre le stesse ditte tramite le proroga dei contratti di appalto dei servizi e frazionando i periodi di affidamento, al fine di evitare l'indizione della gara d'appalto. Mentre i due affidatari del servizio di contabilità dell'Istituzione e redattori degli atti, Marino Giordano e Marco Ziccardi, ad avviso del pubblico ministero che ha coordinato le indagini, avrebbero attestato falsamente - nella nota integrativa del bilancio consuntivo degli anni 2013 e 2014 - nella voce disponibilità liquide che le somme esistenti in cassa fossero state accertate tramite riscontro con le risultanze del registro di cassa appositamente tenuto. Ultimo aggiornamento: 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA