Avellino, la denuncia di Grano:
«Pochi insegnanti di sostegno»

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Riccardo Cannavale
Aumentano gli studenti diversamente abili, non altrettanto i docenti specializzati in grado di affiancare i ragazzi nel regolare corso di studi. E così, anche quest'anno, per molte famiglie avellinesi al danno di una quotidianità che mette alla prova, si aggiunge la beffa nel non vedere garantiti, a pieno, i diritti dei propri figli.
 
C'è carenza di docenti di sostegno, in tutte le scuole irpine. In particolar modo per gli alunni più piccoli, quelli che frequentano la scuola dell'infanzia. Dei circa 40 docenti che restano ancora da nominare, quasi la metà sono quelli da assegnare ai ragazzini con diverse abilità. «Abbiamo coperto quasi il 90% dei posti dalle graduatorie provinciali - sottolinea la dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Avellino, Rosa Grano - Per la restante parte abbiamo rimesso alle istituzioni scolastiche, che stanno nominando i docenti dalle loro graduatorie di istituto. Ho notizie che le scuole si stanno attrezzando in questi giorni e che hanno già fatto le chiamate. Purtroppo, nelle nostre graduatorie non c'è un numero sufficiente di docenti di sostegno ed il fabbisogno non si riesce a coprire». Una situazione che potrebbe essere mitigata, sia pur parzialmente, dalla figura dell'assistente all'autonomia e alla comunicazione prevista dal nostro ordinamento e che, su richiesta di chi ne ha diritto, viene nominata attraverso gli ambiti sociali. Al momento, gli ambiti, compreso quello di cui il Comune di Avellino è capofila, sono in attesa dell'approvazione da parte della Regione del piano per la disponibilità dei fondi. Per sostenere i ragazzini con diverse abilità dei sedici comuni dell'Ambito Sociale A04, sono stati previsti 240mila euro, quasi il doppio rispetto ad un anno fa allorquando i fondi a disposizione ammontavano a 128mila euro, che furono sufficienti ad assicurare appena due ore a settimana per ciascuna delle circa 100 richieste pervenute. Quest'anno la situazione potrebbe migliorare. Ma bisognerà attendere prima il via libera da Palazzo Santa Lucia e successivamente la gara per l'affidamento del servizio.

Ergo, se tutto andrà bene, se ne parlerà non prima del prossimo mese di novembre. «I servizi di cura alla persona purtroppo latitano - conferma Rosa Grano - Indubbiamente c'è bisogno di sinergia: noi abbiamo i nostri docenti che svolgono una funzione educativo-didattica ma i servizi alla persona sono un'altra cosa. Non possiamo sopperire con personale docente. Abbiamo necessità di integrazione dei supporti, altrimenti sarà vano ogni tentativo di muoverci nella direzione del benessere dei bambini».

La dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale conferma lo spopolamento delle aule. Specialmente nelle aree interne. Qui si sono registrate le maggiori criticità. «Ma ci siamo attivati per mantenere un presidio scolastico - assicura la Grano - Purtroppo anche quest'anno abbiamo perso oltre mille alunni. I dati più rilevanti sono quelli che arrivano dalla scuola secondaria di secondo grado e, in parte dalla primaria. Tengono le scuole medie mentre un leggero decremento si registra anche sull'infanzia. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro. Il trend ormai è noto. Attenderemo il prossimo mese di gennaio, quando ci saranno le iscrizioni per il successivo anno scolastico, per verificherà cosa accadrà».

Al suonare della prima campanella, come buona prassi vuole, la dirigente invia il proprio messaggio di auguri a tutti gli studenti irpini. «Credete nella cultura, è questo il volano del vostro futuro. La cultura è un bene proprio, che serve a se stessi per avere dignità, identità, competenze che sono richieste dal mondo del lavoro. Tutti occorre impegnarci per promuovere una cultura della legalità, una visione del mondo più aperta. Ai docenti - continua Rosa Grano - auguro di conquistare la curiosità dei ragazzi. Ai dirigenti, che svolgono un lavoro complesso di guida, di non perdere di vista la loro missione, un augurio che estendo a tutto il personale della scuola, che si muove in team, e ai genitori, che vorremmo sempre avere come nostri partner, consapevoli che abbiamo un unico disegno ed orizzonte per i nostri ragazzi». Ultimo aggiornamento: 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA