Avellino, la battaglia del mercato:
nuova area deserta, oggi decide il Tar

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Flavio Coppola

Al posto del mercato, un deserto di asfalto. Campo Genova non è ancora pronto al netto di ciò che viene scritto nell'ordinanza sindacale che ne fa la nuova area mercatale e gli operatori, tutti tranne uno, ieri sono rimasti nei camion.

Doveva essere il momento della rinascita delle storiche attività di vendita ambulante in città; invece è stata l'ennesima giornata di passione. Prima, il flop di Campo Genova; poi, nel pomeriggio, la diserzione di massa tranne pochissime unità del confronto che il sindaco Festa, dal predellino dell'automobile che martedì lo aveva portato via dal durissimo faccia a faccia con i commercianti, aveva annunciato per il pomeriggio di ieri, presso il Comando della polizia municipale, proprio per l'individuazione degli stalli.

Nelle prime ore della mattina, anche la fascia tricolore si reca Campo Genova. Ci sono una ventina di mezzi e una quarantina di operatori. Ma solo uno, che vende piantine, allestisce il suo stand. Una goccia nel mare. Tutti gli altri toccano con mano ciò che il giorno prima era stato evidenziato dai consiglieri comunali di opposizione: non solo non ci sono i posteggi. Mancherebbe l'acqua che serve tra l'altro nella zona degli alimentaristi e viene confermata l'assenza di importanti certificazioni tecniche relative all'ultimazione dei lavori.

Ovviamente, non c'è l'ombra di un avventore. E gli ambulanti vanno all'attacco all'unisono: «Qualcuno - ricorda il vice presidente provinciale di Confesercenti, Peppino Innocente - ha sottovalutato la questione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Era stato detto che il piazzale era pronto, ma non è così. Proprio perché ci rispettiamo a vicenda, nessuno di noi ha prevalso sull'altro. Ma così non si può lavorare. Siamo feriti nella dignità, perché recarci qui e non sapere quale sia il nostro posto di lavoro non è dignitoso». Francesco Simonetti, venditore e referente di Confapi, rincara: «Un'altra giornata di lavoro perso. Qui non c'è un minimo di organizzazione e non si è seguita alcuna regola. Al momento, l'area è impraticabile».

Problemi concreti e tangibili, insomma, sui quali il primo cittadino non risponde. Preferisce puntare il dito contro l'opposizione, per il caos che, l'altro ieri, aveva indotto il presidente del Consiglio comunale, Ugo Maggio, a sospendere temporaneamente l'assise per ordine pubblico. «È stata una brutta pagina soprattutto per le minoranze - sentenzia - Ho visto consiglieri applaudire e gridare, con toni da tifoseria». Festa, che in due diverse occasioni aveva sfiorato lo scontro fisico con gli ambulanti, non ritiene di aver superato il limite: «Non transigo sulla mia persona, la mia onestà e la mia onorabilità non possono essere messi in discussione», rivendica.

Replica invece rispetto ai pericoli connessi al fatto che Campo Genova aveva ospitato le ecoballe della crisi dei rifiuti ed alla presenza, ancora attuale, dell'isola ecologica di IrpiniAmbiente: «Le ecoballe erano posizionate su piazzole che avevano due strati di cemento e una geomembrana. Non c'era il contatto con il sottosuolo. Quanto all'isola ecologica, ho firmato quasi due settimane fa il provvedimento con cui ho detto ad IrpiniAmbiente che va spostata all'ex Cecchini. A loro il compito». Parole, queste, che tuttavia non risolvono i problemi che Campo Genova ancora presenta. Per esempio sugli stalli. Ieri l'ennesimo caso presso il Comando della municipale. Gli ambulanti non si sono presentati perché la convocazione dell'appuntamento incentrato proprio sulla definizione dei posteggi, non sarebbe mai arrivata. Alle 15, i presenti si contavano sulle dita di una sola mano. E con 5 o 6 operatori il sindaco ha inteso comunque confrontarsi. «Non abbiamo ricevuto alcun invito», spiega il direttore di Confesercenti, Antonello Tarantino.

Dal canto suo, il comandante Arvonio ha comunque avviato la discussione e si dice al lavoro per realizzare i posteggi. A fissare una certezza, oggi, sarà il Tar, che entrerà nel merito del ricorso con cui si chiede il ripristino del mercato sullo stadio. Il Comune, incaricando per oltre 10.000 euro l'avvocato Lorenzo Lentini, si è costituito sostenendo, di fatto, che c'è una nuova area mercatale. Dunque non c'è emergenza. Ma a stabilirlo, salvo rinvio, saranno i giudici. Che succederà se daranno ragione ai commercianti. Il sindaco la mette così: «Immaginare la convivenza tra terminal bus e mercato mi sembra complicato. Ma non so quale altra area possa essere individuata».

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