Avellino, per il mercato
è l'ora dei sopralluoghi

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Flavio Coppola
È il giorno della verità per il ritorno del mercato ad Avellino. Questa mattina alle 10 e oggi alle 15, doppio sopralluogo dell'amministrazione comunale a Campo Genova. Servirà per sciogliere gli ultimissimi nodi e consegnare la nuova area mercatale in tempo per il primo appuntamento con la città, fissato, ma solo in teoria, per domani.
Quel che già appare scontato, infatti, è che gli operatori non ci saranno. Anzi, è più che probabile che contro la nuova ordinanza del sindaco, Gianluca Festa, gli iscritti a Confesercenti-associazione degli imprenditori irpini, producano un nuovo ricorso al Tar per coerenza con la strategia legale già adottata. Aspettando il pronunciamento nel merito, fissato per dopodomani, la questione infiammerà pure il consiglio comunale odierno. Finora, l'assise cittadina non ha potuto toccare palla.
Quanto a Campo Genova, designata nuova area mercatale fino alla fine del 2020, l'allaccio idrico, indispensabile pure per il funzionamento dei servizi igienici, sarà attivato questa mattina. Lo ha assicurato l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Genovese. Se ciò avverrà, con il placet dell'Asl, resterà da sciogliere il nodo per nulla secondario dell'organizzazione dei venditori e dell'assegnazione degli stalli. Di qui i due sopralluoghi odierni. Fondamentale, per dire cosa succederà domani, il rendez vous tra il vicesindaco con delega al Commercio, Laura Nargi, e le associazioni di categoria, previsto per questo pomeriggio alle 15. Ma c'è già un dato di partenza. Pure in presenza di un'intesa, ci sarebbero solo poche ore per disegnare i posteggi prima dell'alba. Insomma, una vera corsa contro il tempo che per gli ambulanti rende quasi impossibile ipotizzare che domani possa svolgersi un mercato.
Antonello Tarantino, direttore provinciale di Confesercenti, non mette le mani avanti, ma spiega: «Certamente, alle 15, andremo a visitare l'area, e ci saranno molti operatori. Saranno loro a decidere. Tuttavia, pur volendo, domani nessuno saprebbe come posizionarsi. E questo non è poco». Decisi a tornare sullo stadio, gli ambulanti aspettano il Tar e rilanciano: «Non c'è dubbio che questa nuova ordinanza rappresenti solo un atto strategico del sindaco, per dire ai giudici che l'emergenza non c'è e che abbiamo una nuova mercatale. Ma la verità sentenzia Tarantino è che Campo Genova non è pronta». Il direttore di Confesercenti, dunque, si mostra particolarmente scettico: «Il nostro non sarebbe un no a prescindere, ma alle attuali condizioni è davvero difficile. È una questione di buon senso conclude Un mercato non si organizza in mezza giornata».
Nessun dubbio, invece, per i commercianti iscritti all'Associazione nazionale ambulanti (Ana). Anche questa sigla ha presentato ricorso al Tar contro la prima ordinanza e attende la sospensiva. Il referente, Marrigo Rosato, la mette così: «Domani mattina saremmo tentati di recarci a Campo Genova proprio per far capire a questo sindaco quale caos può esplodere in un'area mercatale in cui gli stalli non sono stati ancora assegnati e realizzati. La verità - accusa - è che anche questa ordinanza è tardiva. Come è evidente, Festa cerca solo di far capire al Tar che ha rimediato a un danno. Ma non è così».
Rosato insiste: «Non solo non ci sono i posteggi, ma non è stata nemmeno aperta una graduatoria di anzianità. Non sappiamo ancora se ci siano tutti i requisiti igienico sanitari e di sicurezza. Pensare che un mercato si possa spostare così, senza tra l'altro un atto deliberativo del Consiglio comunale, è folle». Ana, insomma, respinge l'ordinanza al mittente: «È solo una pezza a colore. I nostri iscritti attenderanno l'esito del Tar, perché hanno una dignità e non andranno al mercato ad ogni costo. Ci sono procedure in tutta Italia che regolano queste operazioni, e il Comune non le ha espletate».
Le premesse, insomma, non sono affatto buone. Dal canto suo, l'amministrazione è comunque decisa a consegnare - sebbene al fotofinish - un'area pienamente funzionale. È questa l'altra sfida decisiva i cui esiti, inevitabilmente, si conosceranno solo a fine giornata. In ogni caso, poco più di 24 ore dopo, sarà il Tar a fare ordine.
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