Avellino, caos Pronto soccorso «Operatori al collasso assunzioni subito»

Sit-in al Moscati: «Troppe pressioni sul personale, sono dovute ai tagli»

Avellino, caos Pronto soccorso «Operatori al collasso assunzioni subito»
di Selene Fioretti
Venerdì 17 Maggio 2024, 08:54 - Ultimo agg. 20:15
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Mancano all'appello medici, infermieri e operatori sociosanitari (Oss). Continua l'emergenza all'Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. A riaccendere i riflettori sull'atavica carenza di personale, ieri mattina con un sit-in, la Fp Cgil di Avellino.
Emblematici, nemmeno a dirlo, i numeri del pronto soccorso, dove al momento sono solamente 2 i camici bianchi in servizio durante i turni di notte, mentre le unità salgono a 3 di giorno. Sono 7, invece, gli infermieri attualmente impiegati nel reparto diretto da Antonino Maffei. Delle cifre esigue, soprattutto se rapportate ai 50 pazienti che, in media, vengono presi in carico quotidianamente nella struttura. Per posti scoperti, poi, non fanno eccezione nemmeno gli altri reparti.

Una criticità, questa, che si abbatte negativamente non soltanto sui pazienti, ma pure sullo stesso personale sanitario di Contrada Amoretta. E proprio per intercettare i problemi e le istanze dei professionisti sanitari, così da trasformarli in rivendicazioni, l'Azienda ospedaliera è stata visitata da una delegazione della Fp Cgil. I sindacalisti, infatti, hanno avviato un tour nazionale dal titolo Sanitari, curiamoci di noi. Una campagna d'ascolto, cominciata nel mese di aprile, durante la quale, regione per regione, il sindacato di categoria incontra i lavoratori impiegati nella sanità pubblica. Dopo una prima sosta al Criscuoli-Frieri di Sant'Angelo dei Lombardi, la delegazione ha raggiunto il nosocomio del capoluogo irpino. «Gli operatori sanitari - spiega Marco Vitelli, responsabile nazionale dell'area Sanità della Fp Cgil - sono i primi a subire le pressioni dovute ai tagli alle spese e ai deficit organizzativi.

A ciò si aggiunge il preoccupante fenomeno delle aggressioni al personale».

E continua: «Il nostro compito è anche quello di far comprendere alla cittadinanza che chi lavora nella sanità pubblica, soprattutto se in prima linea, sta andando anche oltre il possibile, considerando il contesto». A confermare i disagi vissuti da medici e infermieri che operano nel pubblico - tra turni massacranti, stipendi non adeguati agli sforzi profusi e pericolo di subire aggressioni - è anche Antimo Morlando, segretario regionale della Fp Cgil Campania.

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«In tutte le realtà che abbiamo visitato finora, i lavoratori ci hanno chiesto aiuto in merito al reclutamento. A causa della carenza di personale, gli operatori si ritrovano a dover svolgere il doppio dei turni, andando quasi sempre a sforare i limiti orari previsti». Un quadro che, come anticipato, si replica al Moscati di Avellino e che si complica nel suo reparto d'Emergenza. Al pronto soccorso si registrano, senza soluzione di continuità, disagi dovuti alla mancanza di personale. E l'ultimo report tracciato - di 2 o 3 medici e 7 infermieri a coprire i turni in Emergenza - è destinato a complicarsi con l'arrivo dell'estate. Dal mese prossimo, i periodi di ferie degli operatori determineranno il calo delle disponibilità mentre, al contrario, potrebbe crescere il numero dei pazienti fragili. Paradossale, poi, quanto già avviene agli infermieri in servizio nell'Urgenza e che fa calare il totale di quelli effettivamente presenti. Quando, vale a dire, un paziente in stallo al pronto soccorso necessità di una tac a contrasto spetta a uno degli infermieri in servizio il compito di accompagnarlo nel reparto di Radiologia e, lì, di attendere le circa due ore necessarie per l'esame. Questo accade perché, a sua volta, alla Radiologia manca il personale in grado di intervenire in caso di reazioni avverse. Insomma, un cane che si morde la coda.

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