Avellino, le orme sono della pantera:
ecco il piano per catturarla viva

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Riccardo Cannavale

La pantera c'è. Ora, occorre stanarla viva. Fugati i dubbi sulla presenza, scatta adesso la Fase 2, quella che dovrà portare all'individuazione e alla cattura dell'animale. Questa mattina è in programma la riunione di un tavolo tecnico convocato dalla dirigente dell'Area Protezione Civile della Prefettura di Avellino, Ines Giannini, per fissare la strategia da adottare all'indomani della presentazione del report da parte dei due ausiliari giudiziari, Orlando Paciello e Nicola D'Alessio, che, come anticipato già nella giornata di ieri, conferma la compatibilità tra le impronte rinvenute ed analizzate tra Summonte e Sant'Angelo a Scala con quelle di un felide di grossa taglia.
Insieme alle Forze dell'ordine e a quanti hanno preso parte a questa prima parte di indagini e ricerche, saranno presenti anche i due professionisti dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno che hanno condotto gli esami scientifici alla risultanza dei quali non si è potuto escludere la presenza dell'animale tra i boschi del Partenio.

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Il tavolo di questa mattina avrà come obiettivo la stesura di un piano d'intervento che possa risultare efficace nel circoscrivere l'area in cui si ipotizza che l'animale possa dimorare attualmente, per poi individuarlo e catturarlo. Su quest'ultimo punto, il Prefetto di Avellino, Paola Spena, è stata categorica, sin dai giorni scorsi: ogni operazione dovrà essere incruenta e l'incolumità dell'animale pari a quella delle persone che saranno chiamate ad intervenire.

Nessuna improvvisazione, né azioni sconsiderate. La strategia sarà tracciata dagli organi preposti, con la collaborazione delle istituzioni regionali deputate a questo tipo di ricerche. A loro ed eventualmente anche ad organismi nazionali, si richiederà l'implementazione delle strutture tecniche che possano agevolare le ricerche. Che, a questo punto, dovranno interessare l'intera area, soprattutto quella più impenetrabile dove è molto probabile che l'animale abbia trovato rifugio. E l'habitat ideale per muoversi liberamente e trovare il cibo necessario al suo sostentamento. Solo per abbeverarsi sembrerebbe costretta a «rischiare» e scendere verso valle, dove non mancano gli abbeveratoi utilizzati dai pastori della zona.

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La relazione che il gruppo di lavoro ha consegnato ai Forestali di Summonte, e che è stata inoltrata sia al Comando provinciale sia alla Procura della Repubblica per le opportune valutazioni, fonda le sue conclusioni su una comparazione morfologica e morfometrica delle orme rilevate ed isolate in almeno tre avvistamenti, il primo di Summonte ed i due di Sant'Angelo a Scala, ritenuti i più attendibili.

«Le abbiamo parametrate con i riferimenti bibliografici a disposizione spiega il veterinario Nicola D'Alessio - e, sia dal punto vista della morfologia che delle dimensioni, la compatibilità è molto alta». A fugare ogni dubbio circa l'assoluta sovrapposizione tra le impronte è stato, poi, il confronto con il calco della zampa della pantera in custodia presso lo zoo di Napoli. «È stato questo il parametro che ci ha tranquillizzato spiega il professionista dell'Istituto Zooprofilattico di Portici e che ha evidenziato in modo netto la conformazione dell'impronta facendoci affermare che le peculiarità morfologiche erano compatibili con un grosso felide». Secondo il pool di esperti, l'animale potrebbe avere un peso di circa 70 kg, un'altezza al garrese di 60 cm ed una lunghezza di circa 120 cm. 

Ultimo aggiornamento: 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA