Avellino, il piano antismog si ferma per Natale arriva il «meteo alert»

Domenica 5 Dicembre 2021 di Flavio Coppola
Avellino, il piano antismog si ferma per Natale arriva il «meteo alert»

Tregua per Natale, la lotta allo smog riparte a gennaio con l'alert meteorologico. Un segnale di allarme che condizionerà le ordinanze sindacali nei prossimi mesi. Il prefetto, Paola Spena, indica la rotta. L'esperimento partito con il blocco dei veicoli inquinanti, ad Avellino e nell'hinterland, durerà ancora una settimana. Ma è già chiaro come si proseguirà. «Finora dice il prefetto abbiamo goduto del cattivo tempo, che notoriamente abbassa i rischi ambientali. Tre sette giorni, terremo un tavolo con l'Arpac per valutare i dati. Bypasseremo il periodo delle vacanze più strette spiega ma poi ripartiremo a gennaio». E ci saranno novità. «Dall'inizio dell'anno riprende Spena - ci sarà l'ipotesi molto importante di un alert collegato al meteo, perché qui l'inquinamento dipende molto anche dalla morfologia e dalle condizioni climatiche. Riuscire a sapere, per i sindaci, che, per alcuni giorni, ci sono condizioni climatiche che esaltano la presenza di Pm10, sarà fondamentale per consentir loro di adottare anche ordinanze in ragione di questo avviso».


Un lavoro che il prefetto intende chiudere con Arpac, Regione e Osservatorio di Montevergine. Il Palazzo di Governo non ha dunque intenzione di mollare, ma, nel merito, i provvedimenti sin qui adottati sono considerati troppo morbidi. Effettivamente, l'ordinanza anche sul piano delle auto è decisamente soft, quasi non si avverte la stretta. Nella riunione della rete Aura, che mette insieme le 22 associazioni ambientaliste finora capaci di far funzionare a proprie spese una rete di centraline mobili di grande importanza, si è partiti proprio da questa bocciatura. «Le realtà presenti - si legge nella nota di Aura - hanno, in prima battuta, mostrato la propria delusione per quanto fuoriuscito dal tavolo tenutosi in prefettura lo scorso 12 Novembre». La prima stoccata è per il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che continua a contestare i dati Arpac. Atteggiamento che le associazioni definiscono «inappropriato». «Quei dati, infatti, sono perfettamente coerenti con le misurazioni che, già da qualche mese, rilevano i sensori della rete Aura». E siamo al merito. Le associazioni bocciano «soprattutto la scelta di non mettere in campo delle misure d'urgenza su tutte le fonti inquinanti presenti sul nostro territorio». Il riferimento è alla mancata stretta sugli impianti di riscaldamento e sui roghi vegetali. «Allo stesso tempo - prosegue la nota - la rete riconosce che il lavoro di mobilitazione e di sensibilizzazione messo in atto nell'ultimo anno dagli attivisti e dalle attiviste, ha portato a una maggiore consapevolezza nella cittadinanza, che vuole vivere in un territorio in cui respirare non sia un danno alla propria salute».

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Sul versante della proposta, infine, gli ambientalisti rilanciano i dieci punti già presentati in Prefettura, nel primo tavolo istituzionale di novembre: «Dialogo con le istituzioni, necessità di un percorso istituzionale che affronti con competenza la complessità del problema, mobilità sostenibile, efficientamento energetico, pratiche alternative ai roghi agricoli, percorsi di informazione e di sensibilizzazione, attenzione alla salute pubblica, monitoraggio sempre più attento e preciso». A leggere i suggerimenti degli ambientalisti, dunque, si comprende come di strada da fare ce ne sia ancora parecchia. Se non altro, l'approccio rilanciato dal Prefetto è indubbiamente l'unico possibile, quello, cioè, della collaborazione istituzionale tra tutti i sindaci della Valle del Sabato. Del resto, ad imporlo sono i dati dell'inquinamento nel capoluogo. Avellino, che a causa della conformazione orografica della Valle risente di tutto ciò che accade al suo interno, ha già totalizzato 48 superamenti da pm10 contro i 35 consentiti in un intero anno. Dati pesanti, che l'anno scorso, di questi tempi, erano ancora peggiori. Il capoluogo, che chiuse il 2020 quale settima città più inquinata d'Italia, è comunque il centro del Sud messo peggio anche nel raffronto sul 2021. Di qui la necessità di continuare con le ordinanze. Il piano regionale per la qualità dell'aria prevede che si vada avanti, a partire dalle restrizioni sul traffico, per tutto il periodo che va da ottobre a marzo.

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