Neanche la pioggia arresta lo smog:
è scontro sul piano di Avellino

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Flavio Coppola
Dai veleni dell'aria a quelli che già si respirano nel Consiglio Comunale. Se il sindaco Festa si dice pronto ad emanare nuove ordinanze per contrastare l'ondata di sforamenti di polveri sottili, la minoranza non fa sconti e denuncia ad una sola voce l'assenza di una strategia complessiva per arginare un fenomeno che ormai ha assunto proporzioni assolutamente allarmanti.

Persino con la pioggia, nella giornata del 18 gennaio, Avellino ha superato i livelli di Pm10. Per la tredicesima volta. Festa annuncia una stretta sui roghi vegetali e sugli impianti di riscaldamento. Per l'opposizione, però, i provvedimenti in questione non bastano ad affrontare un problema tanto importante. Nicola Giordano, capogruppo di Laboratorio Avellino, è netto: «Nella gestione di una problematica così importante spiega - forse il sindaco Festa intendeva affidarsi alla fortuna non prendendo alcun provvedimento incisivo. Al di là delle ordinanze, che possono tamponare il problema, la questione è molto più complessa e riguarda una programmazione che, al momento, è del tutto inesistente. In pratica, si agisce solo per evitare avvisi di garanzia». Non manca un suggerimento al primo cittadino: «Data la gravità del problema, bisognerebbe concentrarsi anche sugli aspetti finanziari della faccenda. L'amministrazione dovrebbe investire nell'ambiente. Mi chiedo, ad esempio, perché il bonus ristoro ambientale non venga dedicato ad intensificare le attività di monitoraggio. Proprio da questo aspetto parte una programmazione seria: compreso il problema, si agisce».

L' ex amministrazione Ciampi, in cui Ferdinando Picariello era vice sindaco, cadde proprio mentre impazzava il malcontento per un'ordinanza smog emessa in piena crisi da Pm10: «All'epoca - ricorda Picariello, esponente pentastellato - abbiamo assunto provvedimenti emergenziali. Non c'era la possibilità, né il tempo di fare programmazione. Ora la questione è più grave. Il sindaco non ha un pensiero lungo sul tema della mobilità e non attua controlli su tutte le altre fonti di inquinamento che possono inasprire la situazione». Insomma, l'ordinanza annunciata da Festa rischia di essere poco utile al pari di un eventuale blocco del traffico: «Credo che in una situazione emergenziale possa essere una misura tampone ma non è questo il punto principale. Non si può pensare di complicare la vita dei cittadini se c'è la possibilità di ricorrere altri metodi. Ad esempio controllare gli abbruciamenti attraverso una presenza costante su territorio e con l'uso di droni».

La questione, insomma, è molto delicata. «Innanzitutto tuona Amalio Santoro, capogruppo di SiPuò - sarebbe opportuno affrontare questi temi nelle sedi ufficiali. Ho posto al sindaco ben tre interrogazioni sul tema ambientale ma, al momento, non ho ricevuto risposta. L'ipotesi della nuova ordinanza non cambierebbe lo scenario, servirebbe, invece, una programmazione attenta e dettagliata». Secondo Santoro, infatti, i provvedimenti adottati dal sindaco nelle scorse settimane non hanno fatto altro che inasprire un problema già grave: «Lo spostamento del Terminal ha contribuito a creare il caos tra gli automobilisti, che continuano a transitare per il centro. Conviviamo con il bubbone dell'autostazione e con l'incognita della Metro leggera che, invece, potrebbe rappresentare un'alternativa per la mobilità cittadina». Per il leader di SiPuò sarebbe invece inutile tirar fuori dal cassetto il protocollo firmato dal commissario straordinario, Giuseppe Priolo, per il blocco del traffico: «Credo fermamente che non serva creare disagio ad una parte di società già sofferente. È pur vero che il documento di Priolo è stato accantonato con troppa fretta, mentre molte delle sue iniziative sono state portate avanti con convinzione».

La maggioranza, invece, è al fianco dell'esecutivo. Il capogruppo di «Davvero», Elia De Simone, ricorda: «Il problema delle polveri sottil è ormai, mondiale e gli esperti dichiarano che la componente del traffico è relativa. Siamo pronti a portare la questione in Consiglio, affrontandola con delle proposte concrete. La maggioranza non cerca visibilità, ma non è silente. Abbassare la temperatura negli uffici e nei negozi, cambiando le vecchie abitudini potrebbe giovare. Così come ridurre al minimo gli abbruciamenti». Ultimo aggiornamento: 11:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA