Avellino, refezione e scuolabus:
la guerra fa aumentare le tariffe

Venerdì 6 Maggio 2022
Avellino, refezione e scuolabus: la guerra fa aumentare le tariffe

Più salati i pasti a scuola, più oneroso il trasporto sui bus comunali. Piazza del Popolo ha deciso nuovi rincari. Partiranno dal prossimo mese di settembre, quando comincerà l'anno scolastico 2022-2023.
Sono stati approvati dalla giunta e figureranno all'interno del prossimo bilancio di previsione, insieme alle tariffe Tari, ancora una volta ritoccate al rialzo, e alle imposte locali già ai massimi livelli, come l'Imu, a causa del pre-dissesto. Non c'è pace per i contribuenti avellinesi, anche se nelle delibere si coglie lo sforzo dell'amministrazione di ridurre gli effetti dell'ennesima mazzata. Come sulla mensa. Qui l'ente ha deciso di dividere a metà con i genitori l'aumento del costo del singolo pasto, che riguarderà 1.100 dei 1.300 bimbi che frequentano la refezione negli asili e nelle scuole elementari e medie comunali. Il rincaro effettivo è di ben 94 centesimi di euro a pasto. Ma il Comune si farà carico della metà dell'importo, ovvero 47 centesimi, appostando circa 150.000 euro. Le tariffe per gli utenti, dunque, lievitano del 14,8 per cento, (l'altro 14,8 lo paga l'ente) secondo il seguente schema: in seconda fascia, con Isee da 3.000 a 6.000 euro l'anno, il pasto arriva a 2,16 euro dai precedenti 1,69; in terza fascia, con Isee oltre i 6.000 euro, a 3,68 a fronte di 3,21. Resta l'esenzione per la prima fascia, con Isee fino a 3.000 euro.

Ma l'aumento effettivo del singolo pasto, come detto, è del doppio. E nella delibera, proposta dall'assessore al ramo, Giuseppe Giacobbe, viene spiegato perché. Da una parte, le misure Covid hanno comportato, già nel 2021, «per la ditta, una precisa serie di costi aggiuntivi, con una maggiorazione 0,94 euro sull'attuale costo del pasto, per l'impiego di attrezzature e dispositivi diversi da quelli normalmente previsti e già utilizzati, l'aumento del monte ore del personale, la sanificazione di tavoli e banchi prima e dopo il pasto». Non solo. «L'aumento tiene conto dell'attuale e delicata situazione storica - si legge - dove a causa della recente crisi energetica e delle materie prime, dovuta anche alla guerra in Ucraina, si è avuto un considerevole aumento dei prezzi per l'energia e del grano, pane, pasta ed oli alimentari». In più, «nel 2021, il servizio di refezione è stato espletato solo per complessivi 35 giorni» e ciò «ha determinato costi sensibilmente incrementati per le spese straordinarie di igienizzazione e sanificazione».
Ma pagheranno in ogni caso i cittadini. Precisamente «1052 paganti a prezzo pieno, 98 a prezzo ridotto». Gli altri 200 sono esenti.

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Dulcis in fundo, aumenta anche il trasporto scolastico comunale. Per fortuna di poco e per pochissimi alunni. Nello specifico, i rincari riguarderanno solo la terza e quarta fascia. Nel primo caso, con Isee da 10.000 euro in su, si passa a 42,63 euro al mese a fronte dei precedenti 41,13 (aumento di 1,50 euro); stesso aumento nel secondo caso, con Isee oltre i 15.000 euro, dove si arriva a 57,63 dai vecchi 56,13. Il rincaro, del 3,65%, non riguarda la prima e la seconda fascia, e anche stavolta - si apprende è colpa del Covid. Sia per «l'aggravio di spese per ottemperare alle disposizioni in materia di sicurezza sugli automezzi», sia perché «i giorni di servizio effettivamente svolti hanno registrato una considerevole riduzione, per la Dad». Sia perché, «la media giornaliera degli alunni trasportati è stata di massimo 10 utenti da gennaio a maggio e solo da ottobre a metà dicembre, è stata di circa 20 utenti». Per finire, anche perché «le visite guidate sono state sospese, causando una notevole diminuzione degli introiti per l'Ente».
 

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