Covid, Avellino come Mondragone:
romena va a partorire e scopre il virus

Sabato 4 Luglio 2020 di Vincenzo Castaldo

Va a partorire in ospedale e scopre di essere positiva al Covid-19. Si tratta di una 32enne di nazionalità romena che risiede da qualche anno a Moschiano con il marito, il fratello e altri tre connazionali. La donna, completamente asintomatica, risulta da ieri ricoverata nel reparto specializzato anti Covid-19 dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli: le sue condizioni di salute non desterebbero preoccupazioni, così come quelle del figlio neonato. Da quanto si è appreso, l'altra notte, poco prima dell'una, la 32enne avrebbe iniziato ad accusare dolori ed è stata portata all'ospedale di Nola. La 32enne è stata accolta d'urgenza in Pronto soccorso, con i sanitari che hanno adottato rigorosamente tutte le dovute misure precauzionali imposte dall'emergenza sanitaria. La romena è stata così sottoposta al tampone faringeo prima di essere ricoverata per il parto. Il test, a sorpresa anche dei suoi familiari, ha dato esito positivo.
 


Per questo motivo, la 32enne è stata subito trasferita in ambulanza presso l'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, che è dotato di un reparto specializzato anti Covid-19. Qui è stata sottoposta a un secondo test del tampone faringeo. Considerate le buone condizioni di salute della donna, i sanitari napoletani si sarebbero attivati per farla partorire. E pare che il parto sia avvenuto regolarmente e senza alcuna complicazione. Nel frattempo, il sindaco di Moschiano Addeo si è prontamente attivato al fine di provvedere, in stretta collaborazione con l'Asl territoriale, i militari della Stazione di Quindici e gli agenti del Commissariato di Polizia di Lauro, coordinato dal commissario capo Vincenzo Sullo, a individuare tutti i soggetti venuti a contatto con la donna romena nei giorni scorsi, oltre ovviamente al marito, al fratello e a chi l'ha accompagnata al Pronto soccorso di Nola. «Abbiamo già provveduto a isolare lo stabile dove vive la donna, afferma il sindaco Addeo delimitando tutta l'area circostante per oltre cento metri. Gli agenti della Polizia municipale sono impegnati a controllare le entrate e le uscite da questa zona urbana. Abbiamo immediatamente attivato le procedure previste dal protocollo Covid-19 e disposto la quarantena per cinque nuclei familiari per oltre venti persone. Detto ciò, invito i miei concittadini a continuare ad attenersi scrupolosamente alle norme di igiene e profilassi prescritte, poiché rappresentano tutt'oggi la più efficace attività di contrasto all'eventuale diffusione del virus». Attraverso i social intanto il sindaco di Lauro Bossone, che è medico curante del marito della 32enne, ha lanciato critiche agli amministratori comunali locali circa la gestione dell'emergenza Covid-19. «A Moschiano sostiene non si portavano le mascherine e non si rispettavano le distanze interpersonali. Si permettevano assembramenti in pieno lockdown e si criticava chi faceva rispettare le leggi. Si convocavano consigli comunali sfruttando la buona fede dei cittadini, che sono stati messi contro chi cercava di salvaguardarli. A Lauro ci si schierava con atteggiamenti di sfiducia e diseducativi assieme ad altri amministratori. Adesso si raccomandano l'uso delle mascherine e il distanziamento sociale. Questi hanno già fatto troppi guai, farebbero prima ad andare a casa. Noi invece, visto che Moschiano è un paese vicinioro, valuteremo quali misure adottare al fine di tutelare la salute della nostra comunità». La positività della 32enne romena si rivela il primo caso Covid-19 a Moschiano. Nel Vallo non si registravano positivi al virus dai primissimi di aprile, quando l'Unità di crisi regionale istituì la Zona rossa a Lauro a causa dell'improvvisa positività di un intero nucleo familiare. 

Ultimo aggiornamento: 18:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA