Avellino, San Ciro gremita per
l'ultimo saluto al libraio Petrozziello

Venerdì 21 Febbraio 2020 di Antonello Plati

La Chiesa di San Ciro non è riuscita a contenere la folla di persone che ieri pomeriggio ha voluto salutare per l'ultima volta Tonino Petrozziello, lo storico librario avellinese scomparso mercoledì ad appena 59 anni.
«Siamo nati per la vita, non per la morte», dice più volte dal pulpito il parroco don Luciano Gubitosa. «La morte è sempre un evento triste, quando poi è improvvisa lascia sgomenti», aggiunge il parroco con lo sguardo verso il figlio di Petrozziello, Raffaele di 18 anni, e la moglie Olimpia. Con loro, i fratelli Mario e Ugo e il papà Raffaele. Al fianco del parroco, accompagna l'intera funzione don Vitaliano Della Sala: «Era un mio amico di vecchia data ricorda il vice direttore della Caritas di Avellino e abbiamo passato tante giornate insieme. L'ho conosciuto - prosegue - quando aveva la libreria al Corso Vittorio Emanuele: quando entravo lì, mi bastava soltanto citare un argomento al quale ero interessato in quel momento. E aspettavo che Tonino mi consigliasse il libro giusto da leggere per approfondire la questione. Insomma, era un librario come credo non ce ne siano più in città». Ma non solo: «Era un uomo sensibile e molto attento al sociale: almeno ogni due mesi mi veniva a trovare a Capocastello e portava pacchi con alimenti e vestiario chiedendomi di donarli ai più bisognosi».

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In una chiesa, come detto, gremita erano presenti gli amici di sempre, conoscenti e chiunque almeno una volta sia passato per la sua libreria in Corso Vittorio Emanuele o nell'ultima sede in via Fratelli Del Gaudio. C'erano lo scrittore Marco Ciriello e l'ex assessore comunale alla Cultura Nunzio Cignarella, lo scrittore Franco Festa e il presidente dell'associazione In Loco Motivi Pietro Mitrione, il presidente provinciale del Coni Peppino Saviano e il segretario generale della Cgil Irpina Franco Fioredellisi. Presente il sindaco di Avellino Gianluca Festa ed altri esponenti politici, tra gli altri Giovanni D'Ercole, Amalio Santoro, Roberto Montefusco, Giancarlo Giordano, Tony Della Pia e Costantino D'Argenio. «La libreria che ha gestito per decenni - dice il segretario provinciale di Rifondazione comunista Della Pia - ha retto fino in fondo all'inesorabile declino dei tempi. La libreria Petrozziello non era solo un'attività commerciale ma un disperato tentativo di agire, pensare, formare, reagire all'omologazione». Petrozziello, dunque, ribadisce Della Pia non era solo un libraio: «Non si limitava a vendere i libri, li raccontava, ti prendeva per mano e in un batter d'occhio partivi con l'immaginazione fino a solcare vicende, avventure, storie. Purtroppo la cinica e violenta legge del mercato ha impedito che questo grande patrimonio culturale continuasse a stimolare le coscienze». Quindi il commiato: «Tonino ha smesso di vivere e noi siamo sempre più soli. Grazie per quanto hai fatto, che la terra ti sia lieve».
Anche la federazione irpina di Sinistra italiana con una nota ricorda Petrozziello: «Con la sua scomparsa un'altra pagina nobile di una Irpinia colta e generosa se ne va per sempre. Tonino non era semplicemente un libraio raffinato, era insieme un promotore di cultura ricco di suggestioni e di emozioni che suscitava, di conoscenza di autori spesso sconosciuti al pubblico e ai lettori. Un organizzatore, anche, di confronti liberi con scrittori e poeti locali o di valenza nazionale».
Dal pomeriggio di mercoledì, sul profilo Facebook di Petrozziello sono stati postati centinaia di messaggi: «I libri che spolvero - scrive l'ex assessore alla cultura Michela Mancusi - sono i saggi di Pasolini, i romanzi di Beppe Fenoglio, Sartre, Simone De Beauvoir e molti altri suggeriti da te, in quel posto, dove non si andava a spendere ma a curarsi, non si andava ad evadere ma a rifugiarsi e a prendersi il tempo che con te scorreva lieve». Angelo Michele Imbriani saluta così: «Lassù deve esserci per forza una libreria. Un'immensa biblioteca con i libri che meritano di esser letti, quelli che sono stati già scritti e quelli che lo saranno».
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