Avellino senza treni, il nodo
Alta velocità arriva in consiglio

Lunedì 16 Maggio 2022 di Flavio Coppola
Avellino senza treni, il nodo Alta velocità arriva in consiglio

Avellino chiama ufficialmente la Regione per salire sui treni dell'Alta Velocità e dell'Alta Capacità. Oggi pomeriggio, il Consiglio comunale approverà la mozione con cui maggioranza e opposizione lanceranno la sfida a Rfi e Palazzo Santa Lucia, per cambiare in maniera sostanziale l'Accordo di programma quadro che esclude il capoluogo dal trasporto su ferro. Vietato dividersi, la seduta che parte alle 16 si preannuncia comunque intensa.

Nonostante sia stata preceduta da un mese di confronti tra i partiti e i gruppi consiliari, e da un'assise monotematica in cui emerse chiaramente che sul piatto, per Avellino, c'è poco o nulla. La mozione «Proposte e soluzioni di mobilità ferroviaria strategica per la città capoluogo e la provincia di Avellino» parte proprio da una premessa: «L'Irpinia deve dotarsi di un anello ferroviario metropolitano di connessione tra le quattro centralità urbane (dei comprensori Area Vasta Avellino, Arianese-Grottaminarda, Alta Irpinia e Lioni-Nusco) e con lo scambiatore intermodale di traffico di Avellino, mediante la trasformazione dell'attuale stazione ferroviaria, agganciarsi all'Alta Velocità del passante Salerno-Avellino-Benevento. Il passante ferroviario per l'Alta Velocità - Alta Capacità Salerno-Avellino-Benevento ha una funzione fondamentale per il riequilibrio dell'intera Regione Campania». 

Invece, «da una lettura della documentazione tecnica, si evince che il capoluogo e la nostra provincia sono fortemente penalizzati e sostanzialmente esclusi dalla tanto auspicata elettrificazione e da qualsiasi collegamento su ferro per quanto attiene l'Alta Velocità». Ricostruito minuziosamente il pregresso, il Consiglio delibererà, salvo harakiri politici, «di richiedere alla Regione Campania la ridistribuzione dei chilometri di percorrenza ferroviaria in maniera equa per ogni singola provincia e di attivarsi immediatamente» su 3 punti stringenti.

«Investimenti sul riequilibrio territoriale e la finanziabilità della rettifica del tracciato ferroviario tra Avellino e Mercato San Severino». Quindi i servizi: «Un collegamento su gomma, attraverso l'attivazione di un «Freccia Bus» tra Avellino Afragola, almeno tre volte al giorno (andata e ritorno) quale soluzione temporanea per l'Alta Velocità, realizzando un collegamento metropolitano sulla stazione «Hirpinia» ed introducendo la possibilità di avviare il treno «Blues» per il relativo collegamento metropolitano in aggiunta ai già esistenti treni «Jazz» e «Rock». Infine le infrastrutture, con una «tempistica certa sulla realizzazione della bretella di Codola, sulla dismissione ed eliminazione del passaggio a livello di Atripalda e sulla realizzazione del «Baffo di Traiano». Si tratta di un bivio ferroviario di soli 1,5 chilometri per collegare direttamente la linea Salerno Avellino alla Benevento-Bari e consentire ai treni provenienti da Bari di raggiungere direttamente Avellino e Salerno. Proposte che, secondo il consigliere comunale e provinciale del Pd, Nicola Giordano, possono essere accolte: «La Regione -ricorda - ha dato assicurazioni rispetto agli investimenti. Ora a noi servono fatti sulla tempistica degli investimenti. A cominciare - continua - dalla certezza che l' elettrificazione si realizzi. Ci interessa molto accelerare i tempi per i collegamenti con Salerno, prima, e Benevento, poi». Non solo. «Per l'Alta Velocità, abbiamo bisogno della bretella di Codola, con un progetto che parta concretamente. Infine, per salire sull'Alta Capacità, occorre il baffo di Traiano, che è importante anche per il collegamento che abbiamo immaginato a Pianodardine». - evidenzia - L'eliminazione del passaggio a livello di Atripalda dovrà partire «appena sarà chiuso il collegamento tra Avellino e Salerno». Ma Nicola Giordano guarda anche al raccordo stradale e alla terza corsia. «Avellino - dice - aspetta risposte sulle infrastrutture che, oggettivamente, finora non sono arrivate. Ma non ci sono guerre da fare con la Regione Campania. C'è solo un ragionamento aperto, sul quale tutti sono d'accordo a tutti i livelli, e che con questo documento deve ottenere finalmente il crisma dell'esecutività». 

Ultimo aggiornamento: 20:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA