Avellino, il sindaco grillino
si allea con Forza Italia

di Lorenzo Calò

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Il sindaco cinquestelle di Avellino cade malamente da uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale pentastellata: il reddito di cittadinanza, nel capoluogo irpino, non si attuerà. Almeno per ora. Proprio nelle stesse ore in cui da Roma il vicepremier Di Maio andava ribadendo che «il reddito di cittadinanza sarà sicuramente una misura protagonista della legge di bilancio che stiamo andando a scrivere», ad Avellino il primo cittadino Vincenzo Ciampi è stato costretto a gettare la spugna. Per due motivi: perché il Comune è in bolletta, con il bilancio paralizzato e sottoposto al vaglio di un commissario ad acta vista la situazione di deficit strutturale; e perché per governare l'assemblea cittadina al M5s servono anche i voti di altri partiti, come ad esempio il centrodestra che in cambio del sostegno in aula ha preteso che dalle linee programmatiche dell'amministrazione grillina fossero cancellate «misure demagogiche difficilmente attuabili». Dunque, addio sostegni al reddito e aiuti economici ai ceti meno abbienti. E così, dopo la bufera dei giorni scorsi sul programma «copia-incolla» preso in prestito da Verona, Ciampi è stato costretto a depennare il reddito di cittadinanza comunale dalle linee prioritarie dell'amministrazione su cui il Consiglio dovrà pronunciarsi con un voto lunedì prossimo. In cambio, però, incassa la concreta possibilità di allargare il perimetro della sua risicata compagine che da cinque consiglieri potrebbe lievitare a 12 per effetto di un'intesa con il centrodestra (4 voti) e spezzoni del centrosinistra (3 voti) orfani di un Pd da mesi spoglio dei panni di partito guida.
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Martedì 11 Settembre 2018, 11:00
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