Avellino, il comandante dei vigili:
«Più telecamere per bloccare i ladri»

Venerdì 26 Giugno 2020 di Rossella Fierro
Ammonterebbe a circa 300 euro il «bottino» di doccette e prese elettriche rubate dagli spogliatoi del Campo Coni, ma resta il dubbio che il vero obiettivo dei ladri fosse il defibrillatore che, solo per caso, giovedì era stato portato via da via Tagliamento. Un interrogativo legato al fatto che chi è entrato all'interno degli spogliatoi, forzando lievemente la porta antipanico ma senza danneggiarla, si è intrufolato anche all'interno dell'ufficio dove dalle 8 alle 22 è presente un dipendente Acs per il turno di guardiania. Qui sono state ritrovate a terra tutte le chiavi interne della struttura, segno che chi è entrato evidentemente era alla ricerca di qualche altra stanza da aprire in cui poter trovare qualcosa di valore.

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«La cosa più costosa era il defibrillatore, che vale circa mille euro, ma che per fortuna avevamo portato via nei giorni scorsi per sicurezza» ricostruisce l'assessore allo sport Giuseppe Giacobbe. Quel che è certo è che chi si è reso protagonista del furto ha potuto agire indisturbato in un orario notturno, quando il servizio di guardiania è terminato e non ci sono occhi elettronici a vigilare sul complesso sportivo. E, senza telecamere, sarà davvero difficile risalire agli autori che con molta calma hanno svitato e portato via, senza danneggiarli, dodici sifoni di altrettante docce, al momento off limits per le regole imposte dall'emergenza Covid, e otto prese elettriche. «Che sia stato un furto su commissione o di libera iniziativa, siamo di fronte ad un atto di inciviltà puro. Se si fosse trattato di vandalismo avremmo certamente trovato altri locali danneggiati, invece chi ha rubato è stato molto attento a non rompere nulla. Escludiamo che possa trattarsi di un segnale nei confronti dell'amministrazione - commenta Giacobbe -. Resta l'amaro in bocca perché stiamo facendo di tutto per cercare di far fruire il Campo a quante più persone, nel rispetto delle regole dettate dall'emergenza sanitaria, proprio perché i cittadini dopo mesi di lockdown hanno bisogno di spazi all'aperto. Fa male pensare di dover sorvegliare con videocamere una struttura dedicata allo sport, un luogo di aggregazione. Ma non possiamo rischiare che qualcuno prenda di mira, come accaduto per altre strutture pubbliche, anche il Campo Coni. Una cosa è certa, chi si è reso protagonista di questo furto vigliacco non ha mai praticato alcuno sport, altrimenti conoscerebbe la valenza di uno spogliatoio, di una doccia, e dei sacrifici che si fanno per pulirli e manutenerli». L'amministrazione non vuole certo rischiare e le telecamere arriveranno a presidiare anche il Campo Coni. Ad assicurarlo è il comandante della Polizia Municipale Michele Arvonio: «Abbiamo predisposto un sistema di videosorveglianza ulteriore che stiamo provvedendo ad implementare anche in prossimità del Campo Coni, restano da ultimare solo i collegamenti con la sala operativa del comandoi». Più telecamere ovunque dunque in una città il cui patrimonio, pubblico e privato, viene spesso preso di mira. Nella stessa notte del furto al Campo Coni, altri ignoti hanno seriamente danneggiato il vetro antisfondamento dell'Antico Panificio Melillo di Piazza Libertà. Ad accorgersene i condomini del palazzo sotto cui si trova il panificio che, intorno alle 4,30, sono stati svegliati dal colpo inferto alla vetrina. La stessa Piazza che, nonostante sia dotata di un sistema di videosorveglianza funzionante, è stata spesso oggetto di atti vandalici: prima la porta di vetro dei bagni pubblici ridotta in frantumi, poi le svastiche disegnate sui muretti che circondano le aiuole, poi bottiglie e cocci lasciati nelle fontane. Neanche il salotto buono della città è stato immune, con un gruppo di ragazzini che non molto tempo fa pensò bene di sradicare dai vasi gli alberelli dell'arredo urbano, per non parlare dei danni alle strutture di Parco Santo Spirito, ormai chiuso da tempo immemore. La medaglia d'oro dello sfregio ai beni pubblici la detiene però l'ex Eliseo dove neanche il lockdown ha fermato gli habitué della distruzione che, nella notte tra il 13 e 14 marzo, sfondarono i vetri della porta di ingresso laterale di una struttura che attende solo di essere aperta e vissuta. Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA