Solofra, l'ospedale Landolfi diventa
Covid center: la rivolta dei sindaci

Sabato 17 Ottobre 2020 di Antonello Plati

L'ospedale Landolfi di Solofra diventa Covid Hospital. È attesa nelle prossime ore l'ufficialità da parte della direzione strategica dell'Azienda ospedaliera Moscati (dal 2018 subentrata all'Asl nella gestione del plesso) che recependo una disposizione dell'Unità di crisi regionale (recapitata a Contrada Amoretta giovedì mattina) ha deciso di riconvertire il presidio.

L'obiettivo fissato da Palazzo Santa Lucia è quello di raggiungere quota 103 posti letto covid: 49 sono già attivi nel Covid Hospital di Avellino (10 di terapia intensiva) e un'altra ventina potrebbero essere attivati in Malattie infettive, i restanti andrebbero a Solofra (tra i 30 e i 40 al massimo). La riconversione della struttura, che dovrebbe avvenire entro la fine del mese, non trova d'accordo i sindaci di Solofra, Michele Vignola, Montoro, Girolamo Giaquinto, e Serino, Vito Pelosi. I tre annunciano le barricate e ieri sera - a margine di un vertice infruttuoso e dai toni poco concilianti con i direttori generale e sanitario del Moscati, Renato Pizzuti e Rosario Lanzetta - hanno depositato una richiesta in prefettura per chiedere una convocazione urgente. «È stata presa una decisione senza coinvolgere gli amministratori locali, così si rompe in maniera unilaterale il discorso di rilancio avviato con la sottoscrizione del cronoprogramma per i lavori», dice Vignola, riferendosi al progetto di riqualificazione che dovrebbe essere portato a termine entro la prossima primavera e nel quale è inserito anche il pronto soccorso (chiuso dallo scorso marzo).

«Non staremo a guardare prosegue il primo cittadino - rispetto a quanto pensano di fare i manager dell'Azienda». Quindi, carte alla mano, espone i fatti: «La Regione Campania, tramite l'Unità di crisi, ha chiesto al Moscati di portare a 103 i posti letto per i pazienti covid, considerando che 49 sono quelli del Covid Hospital ne restano altri 54 da attivare (come detto, a Solofra ne potrebbero andare al massimo 40, ndr). Ma nel documento inviato giovedì alla direzione strategica, la Regione non ha indicato Solofra quale alternativa».

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Ma perché questa opposizione? «Il Landolfi nella prima fase dell'emergenza è stato dichiarato ospedale no-covid, circostanza che ha comportato la chiusura del pronto soccorso (poi prorogata ben oltre l'emergenza per l'avvio dei lavori di adeguamento, ndr) e una gestione oculata dei pazienti non complessi che da Avellino erano trasferiti a Solofra. La riconversione comporterebbe l'interruzione delle attività di Medicina e Chirurgia e di conseguenza anche di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria. Insomma, l'ospedale di Solofra non funzionerà più».

Inoltre, Vignola ricorda: «Nella prima fase, a Contrada Amoretta sono stati gestiti anche più di 100 covid, non capisco perché adesso si debba far ricorso al Landolfi». Giornata intensa, quella di ieri, per i tre sindaci. Appresa l'indiscrezione e in assenza di riscontri , Vignola, Giaquinto e Pelosi si sono recati al Landolfi per chiedere lumi alla responsabile di presidio. Poi il faccia a faccia con Pizzuti e Lanzetta c'è stato nel primo pomeriggio: «È andato male. Ma nemmeno i modi sono piaciuti: Pizzuti e Lanzetta hanno negato, quando invece è già tutto deciso», sottolinea il sindaco di Solofra.

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«La nostra dice Giaquinto - è un'attenzione rivolta innanzitutto alla cittadinanza. Rivendichiamo la necessità di riprendere un discorso di collaborazione che verrebbe meno se passa la linea della direzione strategica». Pelosi aggiunge: «Noi non vogliamo fare forzature, ma essere utili alla migliore soluzione possibile».
Oltre ai 103 posti richiesti al Moscati (20 di terapia intensiva, 38 di semintensiva e 45 ordinari), l'Unità di crisi ha sollecitato anche l'Asl di Avellino a predisporne 58 (13 di intensiva, 15 di semintensiva e 30 ordinari) tra gli ospedali di Ariano e Sant'Angelo del Lombardi. Intanto, al Covid Hospital salgono a 4 i ricoverati (restano 8 letti liberi di terapia intensiva). Ieri, dimesso un 63enne di Sturno. Ricoverati un 86enne di San Martino Valle Caudina, un 71enne di San Potito Ultra e un 62enne di Carbonara di Nola. Trasferiti in intensiva Covid un 56enne di Montella e un 78enne di nazionalità francese.

Ultimo aggiornamento: 23:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA