Bombe del racket in Irpinia,
il Prefetto chiama i sindaci

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Gianni Colucci

Il racket torna prepotentemente sulla scena. I due episodi di Atripalda e Solofra, finiscono sotto la lente di ingrandimento del comitato ordine e sicurezza, che si svolgerà giovedì in prefettura.
Saranno i sindaci di Atripalda Geppino Spagnuolo e di Solofra Michele Vignola a partecipare alla riunione convocata dal prefetto di Avellino Paola Spena.
Le vicende sono all'attenzione dell'autorità giudiziaria che hanno affidato la delega per le indagini ai carabinieri. Si stanno ricostruendo gli ambienti nei quali sono maturati i due episodi.
Diversi tra di loro anche nella modalità di esecuzione i due episodi. Anche se l'esplosione di un ordigno del tipo bomba carta è l'elemento che rende simile le due vicende, le due vicende hanno genesi totalmente diverse.
In particolare la vicenda di Atripalda, proprio perchè si è ripetuta a distanza di un anno nella stessa modalità, appare inquietante.
La vittima ha dichiarato più volte di non aver avuto richieste estorsive, tuttavia proprio le modalità con cui si sono svolti i due episodi intimidatori lascia pensare che sia stata proprio una richiesta di pizzo al gestore della formaggeria finita nel mirino degli attentatori, ad aver scatenato la reazione.

A distanza di un anno il negozio è stato danneggiato all'esterno con una modalità tipica degli estorsori: una bomba carta piazzata davanti alla saracinesca l'anno scorso, era dicembre del 2019 aveva innescato un principio d'incendio a lla rivendita di via Fiume. Il titolare ebbe la fortuna dalla sua: una squadra dei vigili del fuoco di ritorno da un servizio vide le fiamme e spense il rogo sul nascere. I danni avrebbero potuto essere ancora più ingenti. L'altra mattina all'alba, il nuovo episodio. Il potenziale dell'ordigno non è stato sufficiente a causare grossi danni al negozio che fortunatamente ha potuto riaprire.

A Solofra il fatto che sia un imprenditore ad essere stato preso di mira ha immediatamente fatto collegare l'episodio ad altre vicende legate della gestione di immobili industriali. In ogni caso si stanno scandagliando le attività economiche della vittima tenendo conto che appunto si tratta del protagonista più debole dell'intera vicenda.
Il racket ha già operato nel Solofrano proprio tenendo conto delle imprese che sono situate nel nucleo industriale. La stessa inchiesta sulle aste giudiziarie ha più volte fatto riferimento alla pressione per gli affari sui capannoni industriali delle imprese in difficoltà.

Il colonnello Luigi Bramati, comandate provinciale dei carabinieri, chiarisce che proprio la specificità dell'economia locale indirizza la malavita sul mondo delle imprese.
C'è, nel caso specifico tuttavia, anche una indicazione precisa della famiglia dell'imprenditore che, nelle ore successive all'attentato, attraverso i social, ha lasciato intendere che potrebbero esserci dissapori tra parenti finiti in passato con denunce reciproche.
Era stato il prefetto Spena nelle settimane passate a rilanciare il pericolo racket in Irpinia. « Il racket - aveva spiegato si combatte con gli strumenti che sono a disposizione, gli aiuti dello Stato esistono, spesso non si conoscono. Non si sa che anche anonimamente si può denunciare ad un posto di polizia qualcosa che non funziona, un ricatto piccolo o grande. Meglio ingaggiare un duello con la banca per un fido piuttosto che finire nel gorgo dell'estorsione. Questo è un salto culturale che la gente deve fare».
Mentre l'associazione Antiracket Sos impresa, attraverso il suo presidente Domenico Capossela ha più volte avvertito che proprio l'emergenza covid ha acuito, con l'aggravarsi delle condizioni del sistema economico, il ricorso all'usura e quindi ha visto riacutizzarsi il fenomeno del racket.
Nel 2020 l'associazione Sos imprese calcola in un drammatico settanta per cento l'aumento del fenomeno.
 

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