Buonopane presidente della Provincia,
D'Agostino fa ricorso: «Mancano tremila punti»

Venerdì 24 Dicembre 2021 di Alberto Nigro
Buonopane presidente della Provincia, D'Agostino fa ricorso: «Mancano tremila punti»

«Nessun atto ostile, una verifica è doverosa visto il risultato elettorale emerso».

Con queste parole, Angelo Antonio D'Agostino ha presentato il ricorso contro l'elezione di Rino Buonopane a presidente della Provincia, che sarà depositato materialmente nei prossimi giorni. Una decisione giunta a seguito di una lunga serie di valutazioni di carattere sia tecnico che politico e che ha trovato il conforto dei gruppi che hanno sostenuto il patron dell'Avellino in campagna elettorale: Proposta Civica per l'Irpinia e Davvero.

L'occasione per fare il punto della situazione è stata offerta dalla conferenza stampa che si è svolta nella mattinata di ieri presso il Viva Hotel di Avellino alla quale hanno preso parte, oltre a D'Agostino, i sette consiglieri provinciali eletti nelle due compagini a sostegno: Domenico Biancardi, Franco Di Cecilia, Fausto Picone, Girolamo Giaquinto, Pino Graziano, Marino Sarno e Diego Guerriero. In sala, tra gli altri, il consigliere regionale di Italia Viva Enzo Alaia e il sindaco di Avellino Gianluca Festa. I lavori sono stati introdotti e moderati dal coordinatore provinciale di Italia Viva, Beniamino Palmieri. «La sconfitta - ha dichiarato D'Agostino - è giunta sul filo di lana, per cui lascia l'amaro in bocca. Perdere per così poco è brutto per chiunque, ma in politica, si sa, è così che funziona, non sempre va tutto per il verso giusto». Il sindaco di Montefalcione ha ammesso che alla vigilia avevano fatto valutazioni diverse. «Stando ai calcoli svolti venerdì sera dovevamo avere due o tremila punti in più, per cui il risultato finale ha rappresentato una grande sorpresa per tutti noi. Evidentemente, i nostri avversari hanno lavorato meglio nella giornata di sabato». Di qui, la stoccata a Buonopane: «Dopo aver ascoltato le sue prime dichiarazioni, non mi sembra voglia collaborare. Parla di maggioranza e minoranza, ma probabilmente non si è accorto che i numeri sono dalla nostra parte».

Quanto alle conseguenze politiche della contesa elettorale sul Comune di Avellino, invece, D'Agostino ritiene che «alla fine prevarrà il buonsenso» per cui non si registreranno scossoni, mentre sul consigliere regionale Livio Petitto, alleato nel capoluogo ma sostenitore di Buonopane alla Provinciali, dice: «Il ruolo svolto da lui in questa fase è sotto gli occhi di tutti e, naturalmente, non ho potuto apprezzarlo. La sua, comunque, è stata una scelta legittima e va rispettata, ma chi compie delle scelte, come sempre, se ne assume la responsabilità e le conseguenze».

Sulla stessa linea Beniamino Palmieri che ha aggiunto: «In democrazia, sempre, quando c'è uno scarto così ridotto al termine di uno spoglio elettorale, si chiede una verifica. Da parte nostra, quindi, non c'è alcuna voglia di alimentare scontri». Il consigliere Di Cecilia, poi, ha puntato dritto sul ragionamento politico: «Se c'è una forza che ha vinto è la nostra. Al di là dei numeri, abbiamo dato vita ad un laboratorio che da cartello elettorale dovrà presto trasformarsi in una forza politica organizzata». Dure le accuse rivolte al Partito Democratico che «quando perde è consociativo, mentre quando vince diventa arrogante» e ancora più duro è stato l'ex presidente di Palazzo Caracciolo, Domenico Biancardi. «Il dato emerso - ha dichiarato - è netto: ha vinto la nostra lista e su questo non c'è molto da discutere». Alla base di tale vittoria, «il gradimento degli amministratori per l'operato della vecchia amministrazione» per cui «come consiglieri eletti - ha spiegato - ci muoveremo in continuità col passato per realizzare il nostro programma, senza muoverci di una virgola».

Quindi, la bordata di Biancardi al Pd: «I rappresentanti di quel partito ci offendono dicendo che noi rappresentiamo l'indistinto. Evidentemente, quando ci chiamavano anche di notte per il voto all'Asi e all'Alto Calore non lo eravamo». E a Buonopane: «È un presidente sospeso, gli consiglio di limitarsi all'ordinaria amministrazione fino a quando non si sarà pronunciato il Tribunale Amministrativo».

A fare da eco alle parole di Biancardi, il suo ex vice in Provincia, Fausto Picone, neo consigliere, che ha aggiunto: «In aula faremo contare i nostri numeri. Non possiamo accettare le accuse di aver elargito mance elettorali: abbiamo lasciato 108 milioni di euro di programmazione, destinati a tutte le amministrazioni, a prescindere dai colori partitici». Infine, l'eletto nelle fila di Davvero, Diego Guerriero: «In attesa di conoscere il verdetto del Tar - ha dichiarato - come consiglieri, in aula, saremo propositivi nell'esclusivo interesse dell'Irpinia». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA