Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Caldo record anche ad Avellino,
pronto soccorso in ginocchio

Martedì 28 Giugno 2022 di Antonello Plati
Caldo record anche ad Avellino, pronto soccorso in ginocchio

Caronte mette in ginocchio il pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. Il reparto di Emergenza, in difficoltà perenne a causa della carenza di medici e infermieri, ieri è andato in tilt già a metà giornata per i troppi accessi di persone, soprattutto anziane, che hanno accusato malori per il caldo da record dovuto all'anticiclone africano.

A mezzogiorno, erano una quarantina i pazienti registrati al triage di Contrada Amoretta che hanno affollato la sala medica per l'intera giornata in attesa di un ricovero. Terminati letti e barelle, le persone sono state sistemate anche sulle sedie a rotelle: molte di loro hanno finito per trascorrere la notte in pronto soccorso.

«È stato un inferno», racconta un operatore sanitario che preferisce però restare anonimo. «Sono molto tesi spiega i rapporti con la direzione medica di presidio e la direzione generale. L'altra settimana, proprio prevedendo un simile contesto, abbiamo chiesto interventi urgenti dal punto di vista gestionale (il pronto soccorso di Avellino non è dotato di un piano per la gestione del sovraffollamento, ndr), ma non abbiamo ancora ricevuto risposte».

Quindi ricorda: «All'inizio del mese, una nostra collega ha avuto un mancamento durante il turno di notte per il troppo stress accumulato: è impossibile lavorare in questi condizioni». Come più volte segnalato da Il Mattino, nel reparto di Emergenza, diretto da Antonino Maffei, mancano almeno una ventina di unità tra medici, infermieri e operatori sociosanitari (Oss). I concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, che pure sono stati banditi, o non sono ancora stati espletati o si sono risolti con un nulla di fatto. Infatti, in molti casi i vincitori (che partecipano contemporaneamente a più selezioni) preferiscono andare altrove: «È evidente che ad Avellino nessuno vuole venire a lavorare». 

Video

Quindi il problema non è solo di carenza di personale ma anche e soprattutto di organizzazione: «Una struttura di Emergenza ben organizzata non può soffrire in questo modo», conclude l'operatore. Per tamponare, il manager del Moscati Renato Pizzuti (fresco di rinnovo fino al 2025) il 7 giugno ha conferito tre di incarichi di lavoro di natura autonoma (dunque liberi professionisti assunti a tempo determinato) ad altrettanti medici d'urgenza per appena 36 ore settimanali e per soli 4 mesi. Un palliativo, insomma, per un pronto soccorso che da qualche settimana a questa parte è congestionato per i troppi codici in ingresso. Il resto lo sta facendo l'anticiclone africano ribattezzato Caronte che è considerato dagli esperti una delle peggiori ondate di calore degli ultimi anni. E che sembra voler dominare la scena per almeno altri 10 giorni, con un caldo da record soprattutto al Centro-Sud. Caronte ci sta traghettando, da giorni, verso un caldo infernale: in Irpinia abbiamo già toccato i 35 gradi all'ombra è il termometro sembra destinato a salire in modo repentino nelle prossime. Ma il pericolo maggiore di questa ondata di calore potrebbe essere la durata con la cappa e il caldo che potrebbero insistere sull'Irpinia fino al 4 o 5 luglio. Circostanza che, in assenza di provvedimenti, potrebbe far precipitare la situazione del pronto soccorso di Avellino. Dove continuano ad arrivare persone da tutta la provincia anche dall'Alta Irpinia a conferma del fatto che la medicina territoriale funziona poco e male e che gli ospedali di competenza dell'Asl di Avellino (Frangipane di Ariano Irpino e Criscuoli-Frieri di Sant'Angelo dei Lombardi) continuano a essere la seconda scelta per i cittadini di quelle zone. Un'inversione di rotta, in questo senso, è quella per il momento soltanto annunciata dal nuovo piano di sanità territoriale. Una serie di progetti, molto ambiziosi, per mettere su una rete di medicina di prossimità fondata su 4 ospedali comunità supportati da 10 case della comunità e 4 centrali operative territoriali. I soldi per realizzarli, convertendo strutture esistenti, ci sono (sono quelli stanziati dal governo con il Pnrr). Ma, nemmeno a dirlo, anche in questo caso resta da sciogliere il nodo personale. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA