Camorra ad Avellino, agguato a Liotti:
quattro uomini nel mirino della Procura

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Alessandra Montalbetti

Sono quattro i nomi finiti nel registro degli indagati per il primo tentativo di omicidio posto in essere un anno fa nei confronti di Francesco Liotti, il pregiudicato poi ferito a colpi di pistola in un secondo agguato ad agosto scorso. E fatti e personaggi, inevitabilmente, si intrecciano.

La procura di Avellino tiene aperto il fascicolo d'inchiesta sul primo tentato omicidio del 35enne avellinese per tre uomini e una donna, ritenuti responsabili del tentato investimento pedonale di Liotti risalente al 27 ottobre 2019. Episodio al quale hanno fatto poi seguito altri tre atti intimidatori, compreso l'agguato di agosto, sui quali indagano la squadra Mobile, coordinati dal vicequestore Gianluca Aurilia, e i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia. Indagini serrate quelle in corso, proprio sui tre uomini e la donna finiti nel registro degli indagati un anno fa. Le stesse indagini, tuttora in corso, sono in parte sfociate nell'operazione Delivery che nei giorni scorsi ha consentito di smantellare una fiorente attività di spaccio con l'emissione di 19 misure cautelari. Questo perché proprio al business della droga si legherebbero gli agguati a Liotti. 

LEGGI ANCHE Agguato ad Avellino, l'incubo della faida 

Infatti, dopo i fatti di ottobre 2019, il 35enne avellinese ha subito anche un attentato incendiario alla sua Nissan Juke, e l'agguato, in pieno giorno, con l'esplosione di ben sei colpi d'arma da fuoco in via Visconti, avvenuto il 20 agosto scorso, quando uno dei proiettili lo colpì di striscio al volto. Liotti riuscì a scappare nonostante fosse ferito. Il giorno successivo, e qui c'è il quarto e ultimo atto intimidatorio, furono i suoi familiari residenti a Rione Aversa, a subire l'avvertimento: due uomini in sella ad uno scooter esplosero cinque colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione dei Liotti.

Un'escalation che ha destato allarme anche tra i residenti del quartiere popolare. Episodi che ad avviso del pool dell'antimafia sarebbero dunque collegati tra di loro e sui quali gli inquirenti stanno per chiudere il cerchio. Le indagini avviate tempestivamente, con l'incrocio delle informazioni acquisite dalle telecamere di videosorveglianza hanno consentito agli investigatori di raccogliere molti elementi sui responsabili dell'agguato, nonché sui possibili mandanti.

Video

E come già detto non è escluso, ad avviso dei della Dda, che vi sia un collegamento anche con l'operazione Delivery e con recentissimi sequestri di sostanza stupefacente effettuati in città. Ultimo, di particolare rilievo, quello a Rione Parco nell'abitazione della 27enne A.P. ex compagna di un esponente del Nuovo Clan Partenio, Elpidio Galluccio (detenuto dallo scorso ottobre), accusato di estorsione, usura e di associazione camorristica. Nel giugno scorso fu rinvenuto un chilo di eroina nel bagno dell'abitazione popolare e per la ragazza scattò la misura degli arresti domiciliari. La scorsa settimana A.P. è stata condannata dal tribunale di Avellino a 3 anni e 6 mesi di reclusione al termine del rito abbreviato. Non è escluso un legame tra la vicenda e la figura di Liotti, e che quindi sia lo spaccio di droga il comune denominatore tra le inchieste sullo spaccio e quelle sulle intimidazioni al pregiudicato 35enne.

I pm stanno poi scavando ulteriormente per verificare se vi sia un collegamento anche con l'inchiesta sul clan Partenio 2.0 sfociata nell'emissione di 23 misure cautelari e i primi di ottobre approdata al vaglio dell'istruttoria dibattimentale davanti al tribunale di Avellino in composizione collegiale. Processo che si celebra nell'aula bunker, Ticino 3, del carcere di Poggioreale per ragioni di sicurezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA