Camorra in Irpinia, 23 arresti: in un video il rito del bacio sulle labbra tra affiliati. Estorsore a vittima: «Ti taglio la testa»

Lunedì 14 Ottobre 2019

Sono iniziate nell'estate del 2017 le indagini dei carabinieri di Avellino che hanno consentito l'esecuzione oggi di 23 arresti (18 in carcere e 5 ai domiciliari) nell'ambito dell'indagine della Dda di Napoli sul Nuovo clan Partenio: tutto scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate durante un interrogatorio che hanno spinto gli inquirenti a focalizzare l'attenzione su un gruppo di persone, alcune coinvolte in un sequestro di persona.

Grazie alle attività tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali e videosorveglianza) in un autolavaggio ritenuto luogo d'incontro in cui pianificare le attività illecite, è stato anche possibile documentare il rito del bacio sulle labbra, tipico degli affiliati alle organizzazioni camorristiche e mafiose. La scena, che si è poi ripetuta altre volte, è stata registrata la prima volta il 7 settembre 2017. 

Il rito del bacio sulle labbra era già stato anticipato da uno degli arrestati, Ernesto Nigro, 41 anni, soprannominato «Ciambone», intercettato durante una conversazione all'interno della sua Audi A6 con un conoscente: «... quando arriviamo là in cima che stava tutta ... là... si baciavano in bocca! Sai che vuol dire? Entra Carminuccio (Carmine Valente, detto caramella, anche lui tra gli arrestati, ndr) con Pasquale il bacio in bocca, quell'altro ragazzo uh... eh... si baciavano in bocca! Quelli là per baciarsi in bocca Ferdinando.... tu la baceresti una persona in bocca?...per baciarsi in bocca, ma la veramente c'è la fratellanza! E là non si sposta una pietra senza che quelli li sanno! ed oggi il perno principale! Il perno! neanche Carminuccio! prima era Carminuccio (Carmine Valente, ndr) ora Pasquale! (ndr Pasquale Galdieri, detto 'o milord, anche lui tra gli arrestati)». 

Le attività investigative dei carabinieri di Avellino, coordinate dalla Dda di Napoli, che oggi hanno portato all'arresto di 23 persone, hanno anche consentito di fare luce su un ingente giro di estorsioni e usura stimato dagli investigatori in circa un milione di euro. Gli inquirenti contestano, infatti, 14 episodi di usura e 7 di estorsione, due delle quali a danno di imprese edili, e il reato di detenzione di armi. Particolarmente eloquente la denuncia presentata da una delle persone vittime di estorsione: l'uomo, di Monteforte Irpino (Avellino), colpevole di non avere onorato un debito nei confronti di due suoi compaesani, venne portato al cospetto di un elemento di spicco della malavita locale, a Mercogliano (comune alle porte di Avellino, ndr): «Per stasera, se non porti i soldi a Monteforte, ti taglio la testa e ci piscio dentro». La frase, scrive in sede di denuncia la vittima, le sarebbe stata gridata dal malavitoso mentre le stringeva le mani al collo. «Non mi interessa se hai già pagato, visto che non hai finito di pagare il debito... ci devi dare di nuovo tutto e cioè duemila euro per uno e duemila euro per l'altro, da versare duecento euro al mese...». 
 

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA