Caserta, uccise la sorella e ferì
il fratello: pena di 20 anni per Bellizzi

Mercoledì 5 Febbraio 2020
Caserta, uccise la sorella e ferì il fratello: pena di 20 anni per Bellizzi

Venti anni di reclusione per l'assassino di Giuseppina Bellizzi. Il gip, Paolo Cassano, ha condannato l'imputato, Luigi Bellizzi - accusato dell' omicidio della sorella, nonché di tentato omicidio del fratello minore Gennaro al termine del giudizio abbreviato. Il pubblico ministero aveva chiesto 18 anni di reclusione al termine della sua requisitoria e dopo le discussioni della parte civile rappresentata dall'avvocato Nello Pizza e del legale dell'imputato, Pompeo Le Donne. L'omicidio della sorella Giuseppina avvenne nel settembre del 2018, in un appartamento di via Giulio Morra, a Collina Liguorini, dove Luigi Bellizzi - pensionato, ex dipendente dell'Inps di Bologna, che da tempo si era trasferito in Emilia Romagna - trovava spesso sistemazione quando tornava nella sua terra d'origine. Il 71enne dopo aver soffocato la sorella con un cuscino chiese l'intervento di un altro fratello, Gennaro, che abitava poco distanza da via Giulio Morra, sostenendo che Giuseppina non si sentisse bene. Luigi attese il fratello minore in strada e salirono insieme nell'appartamento. Una volta sopra, Luigi iniziò a colpire l'altro fratello con un coltello da cucina, dapprima alla gola e poi alla mano. Gennaro cercò in tutti i modi di disarmare il fratello e parare i colpi inferti con il fendente. Giuseppina Bellizzi, 78enne ex dipendente del comune di Avellino, fu ritrovata senza vita nella camera da letto dell'abitazione di rione San Tommaso, dove viveva da sola. Dall'esame autoptico, emerse che la donna fu soffocata probabilmente con un cuscino. Per la sua morte fu subito fermato il congiunto, accusato anche del tentato omicidio, del fratello minore, Gennaro che rimase ferito, in modo grave, ad una mano nella colluttazione.
Prima di darsi alla fuga chiuse in casa Luigi, consentendo ai carabinieri di trarlo in arresto. Dalla perizia psichiatrica, alla quale il 71enne è stato sottoposto, è emerso che fosse capace di intendere e volere al momento dell'uccisione della sorella, Giuseppina Bellizzi. Circostanza emersa nel corso dell'incidente probatorio svoltosi dinanzi al gip del tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone. Durante le indagini i carabinieri di Avellino, ascoltarono una serie di testimoni, tra i cui i vicini di casa che raccontarono che i due congiunti litigavano spesso e che avevano sentito più volte la donna gridare nei confronti del fratello, che le chiedeva continuamente dei soldi. Nell'immediatezza dei fatti alcuni familiari descrissero il 71enne, un tipo burbero e violento. L'uomo viveva da anni a Bologna e, dopo la separazione dalla moglie, veniva ospitato spesso in casa dalla sorella nel capoluogo irpino. Tra i due è emerso che vi fosse una convivenza difficile e non è escluso che proprio un rifiuto della signora, alle pressanti richieste di denaro dell'indagato, possa avere innescato la furia omicida.
a.m.
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