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«Celle indecenti e senz'acqua»,
la denuncia dei detenuti di Bellizzi

Mercoledì 17 Luglio 2019 di Katiuscia Guarino
«Celle indecenti e senz'acqua», la denuncia dei detenuti di Bellizzi

«Condizioni inaccettabili», è in sintesi quanto scrive un gruppo di detenuti del carcere di Bellizzi Irpino che ha inviato una lettera a Pietro Ioia, presidente dell'associazione ex Detenuti organizzati napoletani (Don).

La missiva è stata elaborata in forma anonima per paura di ritorsioni. È stata pubblicata sul profilo Facebook di Ioia. Gli ospiti della casa circondariale avellinese lamentano le condizioni critiche in cui sono costretti. Secondo quanto riportato dalla missiva, tale situazione è determinata dalle carenze sanitarie e dalle scarse attività di reinserimento e scolastiche. A ciò si aggiunge anche la sospensione dell'erogazione dell'acqua durante il giorno e la notte.
 
«Qui la situazione è critica, l'area sanitaria non funziona e ci negano i farmaci mutuabili che dobbiamo comprare noi - scrivono - I medicinali spesso mancano. Infatti, ci sono detenuti con gravi problemi respiratori che hanno bisogno della ventilazione notturna per apnea cura che viene loro negata per problemi dell'area sanitaria e per la lunga lista delle prenotazioni».

«Ti facciamo presente prosegue la missiva - che accade anche che la prenotazione viene annullata per la mancanza della scorta e non viene nemmeno comunicato se non pensiamo noi ad informarci».

I detenuti fanno presente anche la carenza della figura dell'educatore, importante per il percorso di inserimento: «Nel reparto Devivo, reparto dinamico trattamentale affermano - dove dobbiamo inserirci con corsi, risulta che siamo inseriti solo nella Sezione della scuola media e liceo artistico. Nella sala hobby partecipano solo quattro detenuti, l'educatrice non si è mai vista».

I detenuti aggiungono anche il problema della carenza di acqua in determinate fasce orarie. «Con questo caldo insopportabile ci chiudono l'acqua. E' una situazione disumana e incivile». Sulla questione interviene anche Tony Della Pia, segretario provinciale di Rifondazione Comunista. «Le irregolarità sono molteplici, dal punto di vista sanitario, fino ad arrivare alle attività di reinserimento, quindi scolastiche, professionali e hobbystiche, considerata la carenza di personale», sottolinea Della Pia. Che aggiunge. «Addirittura apprendiamo che durante la notte e il giorno viene sistematicamente sospesa l'erogazione dell'acqua. I detenuti sono persone che avendo commesso dei reati scontano una pena che consta nella limitazione della libertà personale, quello che avviene nelle carceri e la disumanizzazione dell'essere. E' incostituzionale - accusa Della Pia - Sollecitiamo il garante provinciale e tutte le autorità competenti ad intervenire tempestivamente. Nel frattempo provvederemo ad inoltrare una denuncia al Ministro della Giustizia».

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