Irpinia: ancora nessuna traccia di Mimì,
muratore scomparso. Ricerche nel fiume

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Barbara Ciarcia

C'è Francesco, il giovane figlio, e Natalino, l'amico di una vita. Ci sono i volontari della Misericordia e della Protezione Civile dei paesi del circondario e le squadre speciali dei Vigili del Fuoco e i Carabinieri della stazione di Pratola Serra. Ma Domenico Manzo, muratore di 69 anni di Prata Principato Ultra, ancora non c'è, ancora non si trova.
Lo cercano dal cielo con l'elicottero del nucleo regionale dei caschi rossi di Pontecagnano, e lo cercano lungo gli argini fluviali del Sabato dove la vegetazione è fitta e intricata con l'unità cinofila e quella del soccorso acquatico. Si sono mobilitati gruppi di giovani volontari. Comunicano tra loro coi telefonini. Hanno battuto la zona, circoscritta, attorno al fabbricato della stazione e perlustrato pozzi, vasche di raccolta delle acque, casolari diroccati, ma niente, non c'è traccia del passaggio di Mimì come tutti da sempre lo chiamano affettuosamente in paese.

Il sessantanovenne è uscito di casa, nei pressi della stazione del borgo delle catacombe, per fumare una sigaretta intorno alle ore 21 di venerdì scorso e non ha fatto più ritorno. La sagoma dell'uomo è stata ripresa da una telecamera, a poca distanza dalla sua abitazione. È l'ultima immagine di Mimì, nitida, che si dilegua nella notte lasciandosi alle spalle una serie inquietante di interrogativi. Poi nulla più. Né un avvistamento né una segnalazione. L'esperto manovale, emigrato anche all'estero per tirare su casa e famiglia, appassionato calciatore da qualche tempo non era più lo stesso. Lo sostiene Francesco, il figlio, che per primo venerdì sera ha allertato le ricerche preoccupato per l'assenza prolungata del padre. «Stavamo discutendo - racconta il giovane nel piazzale antistante alla piccola stazione di Prata dove soccorritori e volontari, coordinati dalla Prefettura di Avellino, si sono dati appuntamento per le battute di ricerca andate avanti fino a sera - ma da qui a immaginare un allontanamento volontario di papà ce ne passa. Mi ha detto che usciva a fare due passi per fumare una sigaretta, e invece, non è rientrato più. Conosco mio padre: non sarebbe mai e poi mai andato via così. Sta attraversando un periodo delicato perché sta lavorando saltuariamente, ma lui ha sempre reagito, non si è mai lasciato andare».

Fruga nei ricordi di famiglia Francesco Manzo, e proprio non si dà pace e non sa dare una spiegazione al mistero della scomparsa del genitore. Poco prima della mezzanotte di venerdì scorso Francesco si è messo alla ricerca dell'anziano papà provato anche dalla recente separazione dalla moglie e dalle attuali restrizioni che gli impedivano di lavorare come avrebbe voluto e come ha fatto da sempre.
Nell'ultimo periodo Mimì era particolarmente ombroso, e lo aveva manifestato, con estrema dignità, anche ai figli. Temeva fortemente, a quanto pare, la crisi economica e lavorativa. Lui, abituato da una vita a fare sacrifici e trasferte non accettava questo stato di precarietà.
Qualcuno ricorda di averlo visto, sempre venerdì scorso, in un bar al centro di Prata. Si era intrattenuto a scambiare qualche chiacchiera, e pure in questo caso non aveva mostrato particolari segni di insofferenza. È probabile che celasse molto bene il malessere che al contrario lo stava logorando al punto da allontanarlo da casa in una fredda serata di gennaio.
Piange Natalino e mostra la foto che ritrae Mimì, l'amico d'infanzia, lavoratore instancabile. Francesco frena la disperazione e rivolge ancora un appello: «Aiutateci a trovarlo». Il caso di Domenico Manzo è approdato anche alla trasmissione di Rai3, Chi l'ha visto'? Da venerdì però nessuno ha più visto Mimì.
 

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