Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Choc a Montella. Telecamera nel bagno per spiare le volontarie

Mercoledì 6 Gennaio 2016 di Paola De Stasio
Choc a Montella. Telecamera nel bagno per spiare le volontarie

Soccorsi, toilette, pruriti e videocamera. Quando le volontarie della Misericordia di Montella si sono accorte di avere un obiettivo puntato nel luogo off limits per definizione, il bagno, non hanno avuto nessuna misericordia per il libidinoso collega colpevole di averlo installato. Il 28enne volontario è stato denunciato per violazione della privacy ed appropriazione di immagini private. Qualcuna di loro lo avrebbe volentieri mandato all’ospedale, ma sarebbe stato quasi impossibile trovare una volontaria che si offrisse per la missione di soccorso. Una volta si spiava dal buco della serratura.

Come nelle scene cult della commedia erotica anni ’70. L’occhio strizzato nel tentativo di cogliere l’essenza di armoniose forme femminili nature, di fermare con lo sguardo immagini hot su cui fantasticare. Erano «guardoni» un po’ imbranati che, se scoperti, si beccavo sonori ceffoni, oppure cadevano in maniera rovinosa e comica quando la porta si apriva all’improvviso. Il voyeurismo del 2000 è digitale, tecnologico, mediatico. Perché costringere l’occhio ad una posa da visita oculistica quando ci sono le videocamere che possono rilevare immagini nitide da guardare poi con calma su uno smartphone o davanti ad un computer?

Non è dato sapere da quanto tempo la videocamera nel bagno della Misericordia di Montella, situata in via Scipione Capone, filmasse le volontarie nella loro intimità. La scoperta è stata fatta per caso nel periodo natalizio, ed è scoppiato, giustamente, il finimondo. La toilette funge anche da spogliatoio, lì sono solite cambiarsi d’abito. Le più ottimiste pensano che l’occhio del grande fratello non ci fosse da molto tempo, una speranza motivata dal fatto che era posizionata in modo abbastanza visibile, le donne delle pulizie avrebbero potuto accorgersene. Però resta il sospetto che il tizio abbia potuto cambiarla di posizione più volte, forse per ottenere delle «inquadrature» migliori.

E c’è un altro dubbio, ancora più inquietante: le immagini sono finite su qualche telefonino, sul pc? E se sono in circolazione potrebbero essere utilizzate da qualche sito? Meglio non pensare a questa eventualità, ci sarebbe davvero da fasciarsi la testa. Se ci si sofferma a riflettere quali meccanismi infernali ed incontrollati possono produrre una webcam in una location come una toilette ed un computer collegato ad internet, c’è da impazzire. E’ probabile che tutto ciò si sia evitato grazie al tempestivo intervento degli inquirenti. Appena sono stati informati della scoperta della videocamera si sono immediatamente attivati nelle indagini. Nel giro di poco tempo è stato individuato e denunciato l’autore dell’installazione, un 28enne volontario che evidentemente ha l’insana predisposizione a fare il guardone violando l’intimità delle sue colleghe. La vicenda ha messo in allerta le volontarie della Misericordia, sono davvero sconcertare, l’idea di essere state spiate e filmate nelle loro privatissime ed intimissime abitudini toglie il sonno.

Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA