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Classifica dei sindaci, Festa ultimo
ma lui gioisce: «La percentuale cresce»

Martedì 5 Luglio 2022 di Flavio Coppola
Classifica dei sindaci, Festa ultimo ma lui gioisce: «La percentuale cresce»

Ultimo sindaco d'Italia. La bocciatura arriva dall'indagine Governance Poll del Sole 24 Ore. È clamorosa e cocente. E rovescia completamente la narrazione del capoluogo enjoy che compete con le migliori città europee.
La speciale classifica stilata sul lavoro di «Noto sondaggi» mette Gianluca Festa in coda alla classifica nazionale sul gradimento dei sindaci. Ex aequo, al 44 per cento, con Carlo Maria Salvemini, di Lecce, e Luigi Mossi, di Siena. Festa sprofonda all'ultimo posto dopo essersi piazzato quintultimo l'anno precedente. Il tutto nonostante la sua percentuale di gradimento sia salita del 3 per cento (prima era al 41), ma sempre molto al di sotto del 51,8 dei consensi ottenuti al ballottaggio. Festa fa peggio di tutti e sono lontani gli altri sindaci campani: Carlo Marino, di Caserta, è 13 posizioni più in alto, Vincenzo Napoli, di Salerno, lo sovrasta di 18 posti, Clemente Mastella, di Benevento, di 50, e Gaetano Manfredi, appena eletto a Napoli, è addirittura quarto assoluto. Ironia della sorte, nell'altra classifica, quella dei governatori regionali, sorride l'avversario politico del Pd, Vincenzo De Luca, che è quinto.

Il marchio di ultimo sindaco d'Italia suona come una condanna dell'operato dell'amministrazione. Tanto più che Festa aveva sempre rivendicato una vera e propria rivoluzione amministrativa. Nell'immaginario collettivo, evidentemente, cominciano a pesare gli strafalcioni, anche qui nazionali, collezionati sul caso Fuksas o con i cori contro Salerno durante la pandemia. Ma anche il flop dell'Assessorato ai Lavori pubblici sulle incompiute, dal Tunnel a piazza Castello, il nulla di fatto sulle assegnazioni, l'aumento delle tasse e le battaglie improduttive con la Regione, come sulle politiche sociali. Oltre a tutte le intemperanze di un sindaco spesso sopra le righe. Né Foti, né Ciampi, né altri, prima, erano finiti all'ultimo posto in Italia. Sui social, la notizia impazza e i commenti, in molti casi, sono addirittura impietosi.

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Ma Festa non si sottrae ad un commento e riesce a rovesciare, altrettanto clamorosamente, il dato. Sfruttando la circostanza del +3% rispetto al 2021: «Il mio dato alle elezioni comunali è quello del 28 per cento, quale percentuale di gradimento di Gianluca Festa. E sono passato al 44 per cento, aumentando anche la percentuale di consensi dello scorso anno. Tenendo conto del Covid e delle incompiute, credo sia un grande risultato». Ma il Covid l'hanno affrontato tutti i sindaci d'Italia. Sono stati più bravi? Festa non ci sta: «Non avevano 16 milioni di euro di debiti e 30 anni di incompiute. Ognuno matura il suo giudizio, posso piacere o non piacere, ma quando sono arrivato c'era la Metro leggera bloccata da 20 anni, la sostituzione edilizia da 30, il tunnel 20, il Centro per l'autismo da 10. Non so quanti in Italia abbiano ereditato questa condizione, senza personale e senza soldi».
Le incompiute citate, però, sono ancora tutte lì. Anche se, sulla Metro leggera, il sindaco assicura: «Mercoledì (domani ndr) faremo la prova di funzionamento come previsto, con un mezzo che girerà in città». Mancherebbero ancora alcune autorizzazioni e la messa in funzione con gli utenti a bordo, fissata per il 31 luglio dall'Ue, potrebbe slittare. Festa non conferma e non smentisce: «La richiesta della Commissione europea era poter utilizzare la Metro quando verremo, non deve essere per forza in funzione il sistema con i passeggeri. Basta che sia funzionante». Festa non offre, però, nuove date, e i dubbi restano. «Da almeno sei mesi - continua il sindaco - non do scadenze e non faccio previsioni. Qualsiasi previsione fatta da altri non riguarda me. E guardando quello che è accaduto - ribadisce - il 44% è un dato straordinario».

Nemmeno l'ultimo posto toglie al sindaco il consueto ottimismo: «Sono convinto che il giudizio di questo primo mandato sarà molto positivo. Se i miei detrattori si facessero un giro per le strade scoprirebbero che il loro giudizio è probabilmente differente da quello che sperano». La fascia tricolore vede già «una città più vitale» e promette di darle «una nuova identità». «Ho deciso di non governare per convenienza, ma con coscienza. Quando non si fa nulla, non attiri le critiche. In 5 anni noi abbiamo scelto un'altra strada, la svolta per la città, una sorta di rivoluzione - rivendica - Comporta scelte anche impopolari, percorsi tortuosi, complicati».
 

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