Comune di Avellino, conti in rosso:
via al tour de force per i bilanci

Lunedì 27 Luglio 2020 di Rossella Fierro

A Piazza del Popolo scatta l'ora dei conti. Inizia la settimana che vedrà impegnati i consiglieri comunali in una non stop di quattro giorni, sabato compreso, per l'approvazione dei regolamenti delle imposte comunali, Imu e Tari, la presa d'atto della tariffa rifiuti per l'anno in corso che sarà pagata in tre tranche al costo già fissato dal commissario Priolo per il 2019, per poi proseguire con la discussione e l'approvazione del bilancio consuntivo 2019.

Si comincia mercoledì 29 luglio, e in seconda convocazione il 30, per il via libera dei regolamenti che disciplinano Imu e Tari, per la discussione e approvazione del piano di alienazione da 35 milioni di euro del patrimonio comunale, e, salvo colpi di scena, per dare finalmente una disciplina all'utilizzo del Campo Coni. L'appuntamento è per le nove di mattina, stesso orario in cui si tornerà in aula per il via libera, in ritardo di un mese rispetto alle previsioni nazionali, del consuntivo 2019 previsto in prima convocazione per venerdì 31 luglio, in seconda per sabato 1 agosto. Un tour de force a cui l'amministrazione e i consiglieri comunali sono chiamati per chiudere almeno il primo tempo della partita contabile. Il secondo riguarderà il bilancio di previsione la cui approvazione è stata prorogata dal governo al 31 luglio, data che Piazza del Popolo riuscirà a rispettare verosimilmente solo per il via libera in giunta. La gestione di competenza del 2019, anno che ha registrato il passaggio di testimone tra il commissario Priolo e il sindaco Gianluca Festa, chiude con un avanzo di poco meno di due milioni e mezzo di euro, fortemente contratto rispetto al 2018 a causa essenzialmente degli accertamenti tributari avvenuti in quell'anno e dell'esternalizzazione del servizio tributi entrata in vigore solo alla fine del 2019, uno dei cavalli di battaglia su cui l'amministrazione Festa punta a far leva anche per venir fuori dal predissesto, che però nel corso dello scorso anno ha visto la diminuzione delle entrate Imu per 301mila euro e della Tari per 856mila.

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Il risultato di amministrazione è, chiaramente, in rosso di ben 43,6 milioni di euro, di cui ben 15 milioni riferiti a debiti fuori bilancio ancora non riconosciuti.

Debiti che, come si legge nella nota integrativa al rendiconto redatta dal Ragioniere Capo Gianluigi Marotta, sono stati già segnalati ed inseriti nel piano di riequilibrio per 12.851.649,27 che saranno finanziati nel bilancio di previsione 2020-22 attraverso i Fondi di Rotazione che il Ministero dell'Interno in parte ha già erogato.

Mentre gli ulteriori debiti per 2.565.699,07 troveranno copertura sempre nel bilancio di previsione, ma attraverso risorse proprie dell'amministrazione nell'anno 2020 per il 75%, nel 2021 per il 15% e nel 2022 per il restante 10%. Quella di mercoledì e giovedì però si prospetta una seduta infuocata anche sul fronte patrimonio dopo il botta e risposta a distanza tra il presidente della commissione finanze Nicola Giordano e l'assessore delegato Stefano Luongo. Il capogruppo di «Laboratorio Avellino» ha infatti accusato l'esponente dell'esecutivo Festa di aver in sostanza messo in campo non un piano di alienazione, ma una svendita del patrimonio comunale a partire dai diritti edificatori della Ni01. Pronta è arrivata la risposta di Luongo che ha difeso il programma, che tra le altre cose prevede la vendita anche del Palazzo Comunale (con esclusione dell'ala in cui ha sede l'Anagrafe ndr) e dell'ex Asilo Patria e Lavoro, quale strumento fondamentale per ripianare le casse comunali. Un piano di vendita di beni pubblici, evidentemente non ritenuti strategici per l'amministrazione, pari a 35 milioni di euro, di cui 5 milioni per l'acquisto del Comune a cui sarebbe interessata la Guardia di Finanza, solo 400mila per la struttura di via Terminio a cui, nonostante muffa e infiltrazioni, guarderebbe con attenzione l'Ordine dei Medici.

Anche le prossime due sedute di consiglio comunale si svolgeranno in modalità mista: metà consiglieri, quelli che ne faranno richiesta, potranno presenziare fisicamente alla discussione. Gli altri lo faranno da remoto, in collegamento con l'assise tramite un maxi schermo.

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