Comune di Avellino senza positivi,
Festa riapre e riaccende i motori

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Flavio Coppola

Rientra l'allarme Covid a Piazza del Popolo: tutti negativi i tamponi sui 35 soggetti - giunta compresa - che erano stati sottoposti al test in via precauzionale a seguito del contagio censito tra i dipendenti nella giornata di domenica.

I risultati sono stati comunicati nel pomeriggio di ieri al sindaco, Gianluca Festa, e al vice sindaco con delega al Personale, Laura Nargi. I due hanno diffuso gli esiti dei tamponi per rasserenare l'ambiente.

Oggi potrà riaprire anche l'ufficio Anagrafe. Il settore, i cui dipendenti erano rientrati tra i possibili contatti del positivo tamponati come da prassi, era rimasto chiuso proprio in attesa del responso molecolare. Stesso ragionamento per i dipendenti dell'ufficio Passi, sostituiti da Cosmopol e Misericordia, e per molti altri colleghi del primo piano di Palazzo di Città.

Il Comune di Avellino, insomma, ad oggi è Covid free. Per il sindaco Festa, non c'erano dubbi, «dal momento sottolinea che il dipendente risultato positivo era assente da molti giorni e non aveva avuto contatti all'interno dell'ente». «Ma abbiamo fatto eseguire subito tutte le procedure del caso a scopi precauzionali». E soprattutto perché lo prescrive l'Asl.

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La notizia ha raggiunto subito i diretti interessati. E pure i colleghi degli altri uffici comunali, tra i quali in mattinata era trapelato un certo nervosismo. Qualcuno si era interrogato sull'opportunità di riaprire l'ente prima di conoscere i risultati dei tamponi. Tra gli altri, anche il segretario generale, Vincenzo Lissa, si era dovuto assentare in attesa dell'esito del test. «Ora - spiega l'assessore al Personale Laura Nargi - la macchina comunale e tutti i servizi possono riprendere appieno. Avevamo comunque già assicurato tutti i servizi degli altri settori, al netto dell'Anagrafe, e per queste ragioni avevamo deciso di aprire opportunamente il Comune. I dipendenti e i cittadini ora possono star maggiormente tranquilli. Pur sapendo aggiunge che con questo virus ci dobbiamo convivere e che dobbiamo essere massimamente responsabili, per non mettere a repentaglio la nostra vita e quella degli altri».

Scongiurata la minaccia interna, l'amministrazione lavora ad una nuova fase di screening in città. Dopo aver rilanciato l'ipotesi «Maffucci» per gli asintomatici, e proposto all'Asl un Campo Genova bis per i drive-in test, Festa ora si dice pronto a focalizzare l'attenzione dell'ente sul delicatissimo comparto delle scuole. Dopo aver fatto il punto con il Provveditorato all'Istruzione e l'Asl proprio su questa ipotesi, il primo cittadino ipotizza un'intesa per effettuare test sierologici a tappeto su tutti gli studenti.

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L'emergenza Covid 19, dunque, sembra tornata prepotentemente al centro dell'agenda anche amministrativa di Palazzo di Città. Ma la giunta è impegnata comunque su più fronti. Ieri mattina, Festa ha fatto il punto con l'assessore alle Politiche abitative, Marianna Mazza, e il dirigente del settore, Michele Arvonio, sulle consegne - date per imminenti - degli alloggi di via Luigi Imbimbo e via Tedesco. Soprattutto la prima operazione assicura il primo cittadino sarebbe davvero in dirittura d'arrivo. «Per la consegna delle chiavi fa sapere anche l'assessore Mazza non resta che definire le modalità e i tempi. E toccherà agli uffici concludere materialmente la cosa».

A via Tedesco, dove è emersa in corso d'opera la necessità di costruire un muro di contenimento all'esterno degli edifici, per proteggerli dal costone di terra che li minaccia, potrebbe volerci invece ancora qualche settimana.

Sul versante dei trasporti, invece, il sindaco Festa da per «imminente» pure la firma della convenzione con l'Air, in cui verrà messo nero su bianco che la società regionale dei rifiuti si occuperà della gestione della Metropolitana leggera. È proprio questa, ormai da molti mesi, la parte che manca per poter passare dalle parole ai fatti. Perché i lavori sono conclusi per il 95 per cento e non resta che sistemare la segnaletica stradale. Il cronoprogramma sull'opera, tra le storiche incompiute del capoluogo, che il Comune ha fissato anche e soprattutto con la Corte dei Conti, che attraverso la Guardia di Finanza indaga sui ritardi ventennali per la messa in esercizio dell'opera, porta alla metà del 2021. Difficile, se non impossibile, che si possa riuscire ad anticipare i tempi.

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