Catechismo, mamme contro il parroco:
boicottata festa patronale in Irpinia

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Barbara Ciarcia
La protesta delle mamme dei bambini del catechismo contro il parroco, don Francesco Russo, ha guastato la festa, quella patronale a Lapio, in onore di Santa Caterina d'Alessandria, e la visita dell'arcivescovo metropolita di Benevento, monsignore Felice Accrocca. «Portate almeno in chiesa i piccoli», ha poi esclamato il prelato, sul sagrato della chiesa madre, all'indirizzo dei genitori schierati insieme ai figlioletti dietro uno striscione preparato per l'occasione per rimarcare la presa di posizione di alcune famiglie lapiane contro la linea spirituale del giovane sacerdote. «Siamo qui per Sua Eccellenza», è scritto sullo striscione esibito davanti al tempio al momento dell'arrivo dell'arcivescovo Accrocca.

Una provocazione bella e buona. Il presule alza la mano in segno di saluto ed entra in chiesa, in religioso silenzio, per officiare la funzione solenne in onore della santa patrona del borgo famoso nel mondo per l'eccellente produzione di Fiano e da qualche mese anche per le tensioni tra la comunità e il ministro del culto. La navata è quasi deserta. Anche il sindaco, Maria Teresa Lepore, arriva trafelata e in ritardo sui tempi. Niente gonfalone comunale ad accompagnare il corteo per le vie del centro e l'accensione dei falò di Santa Caterina. Festa mesta e fedeli in rivolta. «Su quattordici bimbi che dovranno fare la preparazione per la prima comunione - ha affermato la portavoce delle mamme sul piede di guerra - soltanto tre si sono iscritti e stanno frequentando il corso di catechismo. Gli altri andranno fuori. Il dissenso verso il parroco è nei fatti, nei numeri. Lui ha un atteggiamento ostile con i bambini, e li ha per questo allontanati come ha fatto con gli adulti. Nel frattempo però aspettiamo una risposta da monsignor Accrocca che già abbiamo incontrato nei giorni scorsi in Curia, a Benevento, al fine di trovare una soluzione compatibile rispetto a questa situazione incresciosa nei rapporti tra l'amministratore della parrocchia e noi fedeli.

Lapio è un paese diviso e in subbuglio. Don Francesco Russo, da mesi suo malgrado al centro di una singolare tenzone con la comunità lapiana, ha scelto di tacere davanti alle continue insurrezioni dei parrocchiani circa il suo operato cristiano e ha dato mandato al suo legale di fiducia, Marco Cattaneo, di procedere contro chi eventualmente lo diffama o calunnia. L'imbarazzo della Curia sannita per quanto sta accadendo nel piccolo borgo del Medio Calore ha indotto finora il suo massimo rappresentante, monsignor Accrocca, a non fare passi affrettati ma piuttosto ad ascoltare le parti in causa e a prendere tempo. Buon senso e diplomazia in attesa che gli animi si plachino. Il clima però, anche al di fuori delle mura ecclesiastiche, è esacerbato dalle
incomprensioni che hanno reso sempre più tesi i rapporti tra il parroco e i fedeli, molti da mesi non frequentano neppure più le funzioni religiose, e scavato un solco pure con le confraternite che non partecipano più alla vita parrocchiale. La manifestazione dell'altra sera alla presenza dell'arcivescovo ha minato oltremodo i rapporti e segnato così le distanze tra don Francesco Russo e una parte di cittadini che hanno scelto di non seguire più il giovane pastore di anime e i suoi dettami religiosi. La festa patronale rovinata dalla protesta all'esterno della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria è solo l'ultimo di una serie di episodi indicativi del contrasto che c'è tra una parte della comunità di Lapio e il suo parroco.
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