Coronavirus ad Ariano Irpino:
la festa di Carnevale e i contagi a catena

Martedì 17 Marzo 2020 di Gianni Colucci
Coronavirus ad Ariano Irpino: la festa di Carnevale e i contagi a catena

Cosa accadde al ristorante di Ariano Irpino che ospitò la festa di Carnevale il 23 febbraio? Un lungo lavoro svolto dai carabinieri ha consentito di risalire all'uomo che potrebbe essere l'origine del contagio. «Era giunto dalla Lombardia la sera prima - ha confidato un testimone ai carabinieri - ed ha partecipato a quella festa». Il risultato dell'inchiesta confluisce in un'informativa alla procura della Repubblica di Benevento. Ma non è l'unico filone dell'inchiesta delle forze dell'ordine. Si segue anche la tesi di Daniela De Rosa, la veterinaria contagiatasi in ospedale e che, attaccata ad un respiratore automatico ha spiegato: «Sono stata colpita dal Coronavirus per la disattenzione di uno, e come me lo sono stati in tanti». La donna era arrivata poche ore dopo il passaggio della moglie di un medico ginecologo (poi risultata positiva) negli ambienti ospedalieri di Ariano, dal pronto soccorso alla radiologia). Epidemia colposa è l'ipotesi di reato su cui si sono concentrate le procure di Avellino e Benevento. Il procuratore di Benevento Aldo Policastro annuncia: «Ascolteremo, una volta terminata la quarantena, i testimoni di questa vicenda».
 

 

Ieri è stato rimosso il direttore del presidio ospedaliero, Gennaro Bellizzi, che era anche primario di Cardiologia e responsabile del 118. Il manager dell'Asl Maria Morgante è stata severissima: il nuovo direttore deve farsi «promotore di un clima positivo, organizzi l'attività del pronto soccorso e faccia fronte alle esigenze derivanti dalla diffusione del Covid-19». Una sconfessione dell'operato del dirigente che aveva nominato tre mesi fa.

La città è deserta, polizia e carabinieri presidiano gli ingressi della cittadina, Ariano al secondo giorno di stop totale (zona rossa come a Codogno, o più recentemente, a Medicina in provincia di Bologna). «La gente sta rispondendo con compostezza», dice il commissario prefettizio Silvana D'Agostino, che deve condurre alle elezioni amministrative la comunità, non è chiaro quando, dopo le dimissioni a gennaio del sindaco Enrico Franza.

Ma c'è voglia di recuperare. «Se ci impegniamo riempiremo nuovamente i campi e palazzetti, teniamo duro ora per ritrovarci più carichi di prima. Siamo distanti, ma siamo uniti. Rimaniamo a casa», dice Valentina Fabbri, la pivot della locale squadra di basket sponsorizzata da un farmacista.
 


Preoccupazione per la tenuta delle attività produttive e commerciali. «Fronteggiamo una situazione sconosciuta, - dice Nicola Grasso commerciante del centro - di cui non vediamo nemmeno l'orizzonte. Saranno settimane faticose. Occorre un fido commerciale per sopperire alla temporanea indisponibilità di cassa. Una operazione di factoring e cessione di credito, con gli istituiti bancari del territorio».

«Nel silenzio fragoroso che domina la piazza di Ariano - dice il vescovo monsignor Sergio Melillo - e abbraccia con tristezza il profilo della città, una folla di volti mi ritornano alla mente, nello sguardo del cuore. L'apparente distanza che viviamo ci fa sentire un Popolo e una Comunità». Anche per il vescovo una grande preoccupazione: monsignor Di Stasio, l'anziano e popolare parroco della cattedrale è ricoverato in ospedale. 

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