Coronavirus, Festa attacca De Luca:
«Non ha capito cosa accade ad Avellino»

Domenica 22 Marzo 2020 di Flavio Coppola

Dalla prima conferenza stampa via «Skype» della storia di Avellino, arriva un monito durissimo a De Luca: «Non ha ben compreso o non gli hanno riferito a dovere la gravità della situazione ad Avellino. Non basta attrezzare la palazzina dell'attività libero professionale del «Moscati», la città e la provincia chiedono fondi e nuove strutture per prepararsi ai prossimi 45 giorni di emergenza». A lanciarlo, al termine della riunione (anche qui in video conferenza) del comitato dei sindaci dell'Asl, è il primo cittadino del capoluogo, Gianluca Festa che chiede molto di più, a partire dalla riqualificazione dell'ex «Maffucci» di Contrada Pennini. «In caso contrario? Andrò avanti a oltranza avverte - chi mi conosce sa bene che non mi fermo». Al termine del confronto con i colleghi, al quale Festa riferisce hanno preso parte circa una metà delle fasce tricolore irpine, annuncia un documento per la Regione Campania e «una strategia omogenea degli amministratori». In arrivo, dunque, ordinanza condivise su più fronti: «Dal tema degli uffici postali all'apertura degli opifici - spiega Festa ai tamponi, per i quali proporremo un laboratorio mobile per i casi maggiormente attenzionabili. Possibile pure un provvedimento che chiuda i negozi di alimentari la domenica. Quindi i controlli». Qui il sindaco ricorda i limiti dei piccoli comuni: «Noi impieghiamo ben 7 pattuglie. Ma ci sono paesi o addirittura gruppi di Comuni con un solo vigile. E lì il controllo diventa complicato». Per finire, i sindaci - riferisce Festa - «vogliono sapere quali mascherine siano davvero utili». Di qui, la richiesta alla Regione: «Bisogna istituire un luogo in cui potersi confrontare con gli enti locali. Non parlo tanto del sindaco di Avellino. assicura Festa ma soprattutto degli altri comuni». Il primo cittadino si rivolge direttamente a De Luca: «Vogliamo istituire un gruppo che si interfacci direttamente con lui, perché l'Irpinia ha altre esigenze rispetto alle altre province e percentuali di contagi tra le più allarmanti al Centro-Sud».
 


Ecco allora il punto dirimente della rivendicazione di Festa: le strutture. «Se Ariano è un focolaio, sono preoccupato per Avellino perché il «Moscati» è saturo». - dice - L'azione di De Luca, quindi, è insufficiente: «Non basta chiudere i reparti non Covid. Che succede a chi ha bisogno dei reparti tradizionali?». Ed ancora: «Tra 20 giorni saremo in grandi difficoltà e servono ora scelte strategiche, non farlo sarebbe una colpa grave». Il «Maffucci», per Festa, si può riqualificare in 3 settimane». Ma ci sono anche ricorda - «il vecchio «Moscati» e il presidio di Monteforte». «Altro che strutture semovibili». Nella chiosa, l'ennesimo affondo: «De Luca sta investendo a Napoli e nelle altre province. Evidentemente non gli hanno spiegato bene quello che sta succedendo in Irpinia». Un'iniziativa, quella di Festa, che non trova però piena condivisione tra i sindaci. Il distinguo, netto per la verità, porta il nome di Pasquale Giuditta. Il primo cittadino di Summonte, che pure ha partecipato alla conferenza, parla di «fuga in avanti di Festa» e chiede invece un coordinamento da parte della Prefettura: «L'assemblea era illegittima dal punto di vista formale attacca perché esiste un comitato eletto che non è stato coinvolto. In più, c'è stata una scarsa partecipazione di sindaci». Poi nel merito: «Non bisogna creare confusioni, non è il momento del protagonismo. Dobbiamo avere consapevolezza istituzionale senza invasioni di campo». Festa avrebbe agito «per scarsa esperienza». «C'è bisogno di confronto e raccordo, ma sul nostro ruolo e non su quello della Regione». - continua Giuditta - Il sindaco di Avellino, insomma, sarebbe andato oltre. Le accuse alla Regione, poi, sarebbero infondate: «De Luca sta agendo benissimo e le decisioni sulle strutture - chiosa la fascia tricolore di Summonte - spettano ai vertici della sanità, non ai tuttologi».

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