Coronavirus ad Avellino, ospedale Moscati
a corto di guanti: riserve centellinate

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Antonello Plati

Quasi archiviata l'emergenza per il nuovo Coronavirus, coi contagi dopo 100 giorni, quasi azzerati in provincia di Avellino e il Covid Hospital momentaneamente chiuso dall'altra settimana dopo la guarigione degli ultimi due pazienti (risultati negativi a tre tamponi e trasferiti in altrove). Non mancano, però, i problemi all'Azienda ospedaliera Moscati.

Ormai conclamato lo stato di crisi del pronto soccorso, congestionato da un paio di settimane per i troppi codici in ingresso (provenienti da tutta l'Irpinia ma anche dal Napoletano), da alcuni giorni scarseggiano, in quasi tutti i reparti, addirittura i guanti monouso (sia in nitrile sia in lattice) che sono distribuiti col contagocce dalla farmacia ospedaliera. Una penuria certamente determinata dall'emergenza sanitaria, che ha richiesto un utilizzo di dispositivi di protezione individuale (non solo guanti, ma anche mascherine, camici e calzari monouso) fuori dalla norma, ma che poteva essere ampiamente prevista e dunque evitata con approvvigionamenti ad hoc. Evidentemente non è andata così. E allora da circa 10 giorni medici, infermieri e operatori sociosanitari sono costretti a fare di necessità virtù, cambiando i guanti soltanto in casi estremi. Eppure questi dispositivi sono importanti per evitare l'esposizione a qualsiasi tipo di contagio, non solo al nuovo Coronavirus. Insomma, una forma di tutela sia per gli operatori sanitari sia per i degenti. Nonostante i solleciti, né la farmacia né la direzione sanitaria hanno comunicato ufficialmente il motivo della razionalizzazione delle scorte né quando e come sarà effettuato un nuovo approvvigionamento. L'allarme guanti, come detto, era stato ampiamente previsto. Annunciato, infatti, a metà maggio da Federfarma: «C'è una fortissima carenza di guanti e di alcol usato per disinfettare. Sono praticamente introvabili nelle farmacie italiane: un problema riscontrato da Nord a Sud della penisola», aveva detto Antonello Mirone, presidente di Federfarma servizi, l'associazione nazionale dei distributori di farmaci e dpi. In effetti, lo stessa difficoltà di reperimento si riscontra anche in città dove, per uso civile, è quasi impossibile acquistare guanti sia nelle farmacie sia nei negozi di casalinghi.
 


Si diceva del pronto soccorso. La struttura è congestionato da un paio di settimane per l'iperafflusso di pazienti provenienti da tutta la provincia e dal Napoletano. Una condizione che mette in crisi gli operatori sanitari, infermieri in particolare, che hanno proclamato, tramite il Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche), lo stato di agitazione e sono in attesa di discutere (domani alle 10,30) la questione in Prefettura dove sono stati convocati il direttore generale Renato Pizzuti e quello sanitario Rosario Lanzetta con la manager dell'Asl di Avellino Maria Morgante. Al primo piano del Palazzo territoriale del govenro, sarà Romina Iannuzzi (segretario provinciale Nursind) a illustrare le motivazioni della mobilitazione chiedendo una rapida risoluzione per scongiurare uno sciopero che in questo momento potrebbe essere fatale per una struttura già in sofferenza. La maggior parte delle criticità si registrano «a causa del l'immobilismo della direzione strategica», sostiene Iannuzzi.

Tuttavia, lo scenario potrebbe ulteriormente peggiorare dopo che l'Asl ha deciso di non accettare più nell'ospedale di Ariano Irpino casi sospetti o conclamati di Covid-19, chiedendo al servizio di Emergenza territoriale (118) di dirottare le ambulanze su Avellino o su Napoli. La decisione s'è resa necessaria, fanno sapere da via Degli Imbimbo, «in attesa dell'apertura della Unità di Trattamento infettivi Covid 19» quindi da ieri «i pazienti Covid o sospetti Covid, non potranno essere accettati» ma «dovranno essere trasportati ai centri di riferimento regionali». Quindi Moscati di Avellino, Ospedale del Mare e Loreto Nuovo di Napoli. Un provvedimento che potrebbe creare difficoltà non solo al pronto soccorso avellinese ma anche al 118 le cui ambulanze saranno costrette a percorrere da 60 a 100 chilometri prima di raggiungere la sede adatta al ricovero.

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