«Il Tribunale di Avellno è insicuro»,
guerra tra avvocati e giudici

Sabato 7 Marzo 2020 di Alessandra Montalbetti

Primo giorno di astensione degli avvocati, dopo la proclamazione dall'Organismo congressuale forense, e già non mancano le polemiche tra gli addetti ai lavori.

Ieri mattina l'adesione all'astensione è stata altissima, ma l'avvocato Gaetano Aufiero, segretario della Camera Penale Irpina, non ha aderito e contrattacca: «Non ho aderito all'astensione perché l'Organismo congressuale forense non può surrogarsi agli organi competenti ad emettere provvedimenti tesi a tutelare gli addetti ai lavori ha chiarito Aufiero se qualcuno è ignavo e non adotta tempestivamente provvedimenti di tutela della salute degli addetti lavori, non può essere la nostra astensione lo strumento per sostituirci a chi rappresenta le istituzioni. Aderirò all'astensione soltanto se dovesse essere proclamata dall'Ordine degli Avvocati di Avellino, dalla Camera Penale Irpina oppure con un decreto di sospensione delle udienze da parte del presidente del tribunale, Beatrice o da parte dell'autorità di governo».

Astensione, quella decretata dall'Ocf, riguardante tutto il territorio nazionale in quanto il rischio di contagio si sta palesando in modo crescente e già numerosi avvocati e magistrati hanno contratto il virus. Fatti salvi i procedimenti urgenti ed indifferibili nel settore civile e quelli con detenuti nel penale. Ma mentre venivano installati i dispenser con l'igienizzante a spese dell'Ordine avvocati ai vari piani del palazzo di giustizia di Avellino, le condizioni dei servizi igienici dello stabile di Piazzale De Marsico erano pessime. «Assistiamo ad uno stato di abbandono dei bagni ubicati al primo piano del palazzo di giustizia ha proseguito Aufiero servizi igienici utilizzati da centinaia di persone ogni giorno, privi di sapone e carta igienica e sporchi. Situazioni ancor più gravi in questo momento».

In giornata è poi arrivata una nota del segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, sottosezione di Avellino, Fabrizio Ciccone, con cui sottolinea che «il presidente del tribunale, Beatrice nell'ambito delle sue competenze con estrema sollecitudine e nel pieno rispetto delle linee guida emanate a livello nazionale, ha assunto tutti i provvedimenti a lui consentiti idonei a scongiurare la diffusione del virus nel palazzo di giustizia, a tutela della salute di tutti gli operatori e frequentatori degli uffici». La sottoscrizione «esprime piena solidarietà al presidente Beatrice, sottolineando che in questo momento sta svolgendo, con la sua consueta dedizione e competenza i delicati compiti istituzionali affidatagli nella gestione dell'attuale e complessa emergenza epidemiologica». Poi la stoccata agli avvocati: «La Sottosezione esprime infine l'auspicio che, in momento difficile come questo, in cui l'emergenza sanitaria è in continua evoluzione e negli uffici giudiziari può palesarsi una situazione improvvisa d'incremento del rischio di contagio, tutti gli operatori della giustizia rinuncino alla tentazione di intraprendere sterili polemiche e collaborino responsabilmente nell'individuazione ed attuazione delle misure necessarie a consentire il superamento dell'emergenza e la regolare ripresa dell'attività giudiziaria».

A quel punto non si è fatta attendere la replica del presidente della Camera Penale Irpina, Luigi Petrillo: «Al segretario della locale sottosezione dell'Anm devono essere sfuggite le linee guida diramate il 27 febbraio dal presidente della Corte di Appello di Napoli e dalla Procura Generale che sono rimaste del tutto inosservate presso il palazzo di giustizia di Avellino. Sia il Coa che la Camera Penale da giorni chiedono la sanificazione del tribunale, l'installazione di dispenser, la predisposizione di caselle pec dedicate per il deposito telematico degli atti, la distribuzione per fasce delle cause. Tutti questi accorgimenti sono stati adottati negli altri fori, non ad Avellino: perché? Chiedere l'osservanza di una prescrizione è fare sterile polemiche? Per notizia solo stamattina (ieri) è stata consentita l'installazione di tre dispenser nei pressi dell'ascensore centrale, ma a cura e spesa del Coa». 

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