Coronavirus in Campania, un gruppo
di cinesi in fuga per paura del contagio

Lunedì 23 Marzo 2020 di Katiuscia Guarino
Nove cinesi bloccati dalla Polizia a bordo di un minivan per fuggire dall'Italia per paura del Coronavirus. Non è andato bene il tentativo di lasciare l'Irpinia al gruppo di asiatici. Si erano messi in viaggio alla volta di Roma per poi spiccare il volo verso la Repubblica Popolare. Gli agenti della Sezione Volanti della Questura li hanno intercettati a bordo del pulmino nella zona di Rampa Macello nel capoluogo irpino. Hanno rimediato tutti una denuncia per violazione al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che impone una serie di restrizioni relativamente agli spostamenti. L'episodio è accaduto nel pomeriggio di ieri poco dopo le 17. Gli agenti delle Volanti impegnati nei controlli quotidiani per verificare il rispetto delle regole riguardanti l'emergenza sanitaria da Covid-19 hanno fermato il mezzo con a bordo il gruppo di cinesi. I poliziotti hanno provveduto a verificare i documenti dell'autista e degli altri passeggeri.

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Alcuni di loro vivono da tempo in Irpinia. Hanno tentato di dare giustificazioni poco credibili agli uomini del questore Maurizio Terrazzi. Poi hanno dovuto rivelare il motivo del loro spostamento. Agli agenti hanno ammesso di essersi messi in viaggio per raggiungere la capitale. Una volta giunti a Roma si sarebbero recati all'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino per imbarcarsi su un volo per raggiungere la Cina. In questa fase è vietato spostarsi se non per validi motivi anche per pochissimi chilometri. In questo caso, erano pronti a tornare nella loro terra d'origine per lasciare l'Italia che sta vivendo il dramma dell'emergenza Covid-19. Quel temibile virus che proprio nella Repubblica Popolare è cominciato a circolare per poi espandersi nel resto del pianeta. Ma ora, in quelle province aggredite dal Coronavirus, la situazione è cambiata e i contagi si sono ridotti al lumicino. Quindi, meglio tornare da quelle parti per stare più sicuri. Hanno funzionato le ferree misure imposte nelle megalopoli e nei villaggi. Guai a non rispettarle: il rischio era di incappare nelle severe sanzioni dei cinesi. Da quelle parti il peggio sembra essere passato.

Il gruppo dei nove cinesi aveva deciso di rientrare in patria. Il progetto, però, è fallito sul nascere nel cuore della città, grazie all'intervento della Sezione Volanti. Gli agenti coordinati dal vicequestore Elio Iannuzzi si sono insospettiti per quella comitiva, bloccandola immediatamente. I sospetti hanno avuto rapida conferma dalla verifica dei documenti e dalle successive ammissioni da parte dei nove asiatici. Anche ieri sono stati serrati i controlli da parte delle forze dell'ordine sul territorio cittadino e provinciale per il rispetto delle misure dei decreti del presidente del Consiglio dei Ministri, a cui si aggiungono le ordinanze del governatore Vincenzo De Luca. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e i caschi bianchi dei comandi della Polizia Municipale dei vari Comuni stanno presidiando il territorio a tutte le ore del giorno. Nell'ambito di una gestione coordinata giornalmente vengono monitorati tutti i 118 centri della provincia di Avellino per non lasciare scoperta nessuna area. I numeri raccolti quotidianamente dalla Prefettura sui controlli effettuati e le denunce conseguenti dimostrano plasticamente l'impegno delle forze dell'ordine. Nella sola giornata di sabato sono state verificate 2.110 persone sull'intero territorio. Novanta di loro sono state deferite per il mancato rispetto del divieto di spostamento e cinque per aver reso false dichiarazioni presentando autocertificazioni non veritiere. Sempre nella giornata di ieri sono stati controllati 955 esercizi commerciali. Tutti sono stati trovati in regola. © RIPRODUZIONE RISERVATA