Coronavirus, in Irpinia e nel Sannio
s'indaga su laboratori e terapie intensive

Domenica 25 Ottobre 2020 di Gianni Colucci

Fascicoli aperti in procura ad Avellino e Benevento dopo le denunce del governatore della Campania Vincenzo De Luca e del Codacons sulla gestione della seconda emergenza Covid. Il rato ipotizzato potrebbe essere epidemia colposa. I Nas dei carabinieri e le procure hanno raccolto le denunce del presidente della Campania Vincenzo De Luca e dell'associazione dei consumatori. Da un lato la denuncia della Regione sulla gestione dei tamponi presso i laboratori privati, dall'altro i consumatori che chiedono verifiche sull'approntamento dei posti letto in terapia intensiva.


E che sia stato chiesto l'intervento dei carabinieri del Nas per far luce su alcune irregolarità che sarebbero state commesse in alcuni laboratori privati, lo ha reso noto lo stesso governatore della Campania, Vincenzo De Luca. «I laboratori privati hanno l'obbligo di segnare all'Asl i casi
positivi perchè devono essere messi in quarantena - ha spiegato - ci è stato segnalato che alcuni laboratori su richiesta di privati cittadini non hanno comunicato il risultato. Se ci sono laboratori che fanno questi giochi i titolari vanno in galera, questa è epidemia colposa. è un reato». E poi, «ci hanno segnalato che alcuni laboratori per fare presto anziché fare il tampone molecolare fanno tamponi rapidi antigenici che non sono affidabili», ha aggiunto. Sono gli elementi che hanno portato in provincia di Napoli ad alcune attività di polizia giudiziaria.

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Il Codacons invece chiede alla magistratura della Campania di avviare indagini penali sul territorio, tese ad accertare eventuali ritardi, omissioni ed errori da parte dello Stato e della Regione, che abbiano contribuito a determinare le difficoltà che oggi caratterizzano gli ospedali.


E se anche un solo cittadino non troverà posto nei reparti di terapia intensiva, scatterà una denuncia per concorso in omicidio colposo nei confronti degli organi pubblici con richiesta di arresto verso i responsabili.
«Molti reparti di terapia intensiva stanno andando verso la saturazione dei posti letto -spiega l' Associazione- I pronto soccorso sono al collasso e le ambulanze devono attendere ore prima di poter dare in carico i pazienti. Una situazione di caos generale ancor più grave se si considera che il virus circola in Italia già da febbraio, e sono state stanziate nei mesi scorsi ingenti risorse in favore degli ospedali , sia pubbliche sia attraverso donazioni dei privati, così come sono stati richiamati medici in pensione e avviati bandi speciali per reperire personale sanitario».


L'allarme resta alto. «Nonostante gli sforzi fatti, qualcosa non ha funzionato, come dimostra la situazione odierna di crisi delle strutture sanitarie».
Aggiunge il Codacons: «Per tale motivo con l' esposto a 104 Procure il Codacons chiede alla magistratura di tutta Italia di avviare indagini penali sul territorio, tese ad accertare ritardi, omissioni ed errori da parte dello Stato e delle Regioni, che abbiano contribuito a determinare le difficoltà che oggi caratterizzano gli ospedali, e se anche un solo cittadino non troverà posto nei reparti di terapia intensiva, scatterà una denuncia per concorso in omicidio colposo nei confronti degli organi pubblici».
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